Un ‘cibo dell’anima’ per
valorizzare gli ‘artigiani’ della mietitura, della farina,
dell’impasto, per offrire un pane ‘vivo’ con il recupero di
grani tradizionali (‘antichi’) delle aree interne della Campania
in un’operazione che vuole essere innanzitutto culturale prima
che economica. E’ questo il progetto per il “Pane Tradizionale
di Napoli” promosso in sinergia da Slow Food Campania, Slow Food
Napoli e Slow Food Napoli Extra Moenia insieme con il Panificio
Antonio Rescigno, presentato con la partecipazione di esperti e
produttori del settore cerealicolo, sostenitori del profondo
legame tra agricoltura, biodiversità e artigianalità del
territorio campano.
Il “Pane Tradizionale di Napoli” firmato dalla famiglia
Rescigno sarà in vendita ogni giovedì dal 16 luglio è stato reso
noto nell’incontro al quale hanno partecipato Patrizia Spigno
(presidente di Slow Food Campania), Carmine Maturo (vice
presidente di Slow Food Napoli e portavoce di Slow Food Napoli
Extra Moenia) e, per l’azienda, Domenico, Annalisa e Daniela
Rescigno. E’ stato illustrato il percorso che ha portato alla
nascita di questo prodotto: “Un viaggio che parte dal seme e
arriva alla tavola, attraversando il campo, la molitura e la
trasformazione artigianale”.
Il ‘nuovo’ pane nasce dalla volontà di restituire dignità e
visibilità a varietà di grano spesso dimenticate dai circuiti
industriali, ma fondamentali per la tutela della biodiversità
agricola e per la costruzione di filiere corte e sostenibili,
capaci di valorizzare anche le aree interne della regione.
Durante l’incontro sono stati approfonditi anche i risvolti
nutrizionali legati all’uso dei grani antichi e della
macinazione a pietra, tipica della panificazione artigianale:
una maggiore digeribilità, ricchezza di nutrienti e proprietà
antinfiammatorie. I grani antichi, è stato rilevato, “presentano
un rapporto tra glutine e amido più bilanciato, che li rende più
leggeri e indicati anche per chi ha sviluppato una sensibilità
al glutine. La molitura a pietra mantiene intatto il livello di
fibre, producendo sfarinati integrali ricchi di sali minerali e
vitamine. Infine, diversi studi suggeriscono come questi cereali
possano contribuire a ridurre il rischio di alcune malattie
croniche”.
Per Slow Food, questa iniziativa rappresenta un tassello della
propria missione globale. Sostenere il cibo buono, pulito e
giusto significa proprio questo, è stato detto: “Valorizzare i
piccoli produttori artigiani, accorciare le distanze tra terra e
consumatore e raccontare, attraverso un alimento quotidiano come
il pane, una storia collettiva fatta di lavoro e comunità”. La
manifestazione si è conclusa con un momento di confronto e una
degustazione con la partecipazione di Spicchi Flegrei
(Laboratorio di trasformazione di prodotti agricoli flegrei).
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