Torna lo spettro del fallimento per
il Bari calcio, il terzo in poco più di un decennio. La Ssc Bari
della famiglia De Laurentiis, è l’ipotesi della Procura di Bari,
avrebbe accumulato dal 2019 al 2025 perdite per circa 30 milioni
di euro, trascinando la società sull’orlo del crac. Tanto è vero
che, dopo la retrocessione in serie C, sancita il 22 maggio
scorso con la partita di ritorno dei playout per la salvezza in
casa del Sudtirol, la Procura ne ha chiesto la liquidazione
giudiziale, la procedura che ha sostituito il vecchio
fallimento, “per insolvenza”.
Nell’inchiesta si ipotizzano a carico di Luigi e Aurelio De
Laurentiis, il primo amministratore unico della Ssc Bari e il
padre presidente del cda della Ssc Napoli e legale
rappresentante Filmauro, i reati di false comunicazioni sociali
e bancarotta fraudolenta. Gli indagati si sono detti
“esterrefatti” dalle contestazioni, convinti “che la loro
posizione sarà rapidamente chiarita” e auspicano “la tempestiva
richiesta di archiviazione del procedimento”.
Al centro dell’indagine c’è soprattutto la vicenda della
cessione di un giocatore, il portiere Elia Caprile. Una
operazione che, secondo l’accusa, avrebbe contribuito ad
aggravare la situazione di “dissesto”. Per accertare questi
sospetti, fondati su consulenze tecniche che hanno già
analizzato i bilanci degli ultimi anni, la guardia di finanza ha
eseguito oggi perquisizioni nelle sedi del Bari, del Napoli e
della Filmauro, alla ricerca di documenti e chat utili a
ricostruire la situazione finanziaria, a partire proprio dal
caso Caprile. Su questa vicenda, in particolare, le
perquisizioni sono state estese anche ai tre ex direttori
sportivi di Bari, Ciro Polito, e Napoli, Cristiano Giuntoli e
Mauro Meluso, oltre al procuratore sportivo di Caprile Graziano
Battistini (non indagati).
Il Bari, ha accertato l’indagine, dopo aver acquistato il
cartellino di Caprile dalla inglese Leeds Fc, lo avrebbe
rivenduto al Napoli per 2,2 milioni a luglio 2023. La società
campana, poi, dopo un prestito all’Empoli Calcio, lo ha ceduto a
titolo definitivo al Cagliari Calcio, per circa 8 milioni di
euro, con una plusvalenza di 7 milioni, “totalmente sottratta –
secondo gli inquirenti – alla Ssc Bari”.
La bufera che ha travolto le società dei De Laurentiis,
arriva nel pieno delle polemiche su come hanno gestito il Bari
calcio in questi anni, fino alla retrocessione in C, con la
conseguente richiesta di vendita del club. In tutto questo si
inserisce anche la gara – in corso – per la futura gestione
dello stadio San Nicola che, alla luce della procedura di
liquidazione giudiziale, potrebbe vedere l’esclusione della Ssc
Bari, unica società ad aver partecipato al bando.
I De Laurentiis avevano ‘salvato’ la squadra biancorossa nel
2018, alla vigilia del fallimento della Fc Bari 1908 targata
Giancaspro, a sua volta reduce solo qualche anno prima – nel
2014 – dal crac dell’era Matarrese. Fu l’allora sindaco di Bari,
oggi presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, a
scegliere De Laurentiis assegnandogli il titolo sportivo di una
città che veniva fuori anche dagli anni bui del calcioscommesse
e che aveva visto nella nuova società una speranza di futuro,
con l’ambizione di tornare in serie A. Ora quella speranza
sembra ancora una volta infrangersi tra conti in rosso e
retrocessione.
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