Chi saranno e soprattutto come
saranno i giocatori di calcio tra venti o trent’anni?
Che impatto avrà una tecnologia sempre più esasperata sul gioco
più bello del mondo? Queste sono state le domande che gli
organizzatori della mostra “Un Secolo d’Azzurro, in viaggio con
la Coppa del Mondo” promossa dall’ associazione S.Anna per lo
Sport di Aldo Rossi Merighi e Sabrina Trombetti, e promossa dal
Comune di Napoli, dal Consiglio Regionale della Campania, dalla
Figc, dall’ Università Federico II, e dal Museo Maradona di
Massimo Vignati hanno voluto rivolgere ai tantissimi visitatori
che hanno affollato lo spazio espositivo di Monte Sant’Angelo.
“Il nostro obiettivo è raccontare il grande cambiamento che
ha subito il calcio in oltre 130 anni”, sottolinea Sabrina
Trombetti, promotrice della mostra.
“Se consideriamo – afferma – che nel 1930 durante la prima
edizione del campionato del mondo in Uruguay non c’era neppure
il dischetto del rigore e toccava all’ arbitro contare i
fatidici undici passi e che oggi ci sono Var, occhio di falco,
referee review, e l’intelligenza artificiale a supporto del
direttore di gara, possiamo ben comprendere come l’ evoluzione
tecnologica stia completamente rivoluzionando il modo di
intendere il calcio”.
“Per questo motivo – aggiunge – abbiamo scelto di far dare il
calcio d’ inizio della nostra esposizione storica, la più grande
e completa a livello nazionale sulla storia della Coppa del
mondo proprio a quello che potrebbe essere, neanche troppo
provocatoriamente il campione del futuro: un robot”.
“Voglio per questo ringraziare – conclude Trombetti – il
professor Bruno Siciliano e lo staff di Prisma Lab per aver
mostrato a tutti i presenti come questa ipotesi non sia davvero
troppo lontana”.
La mostra “Un Secolo d’Azzurro, in viaggio con la Coppa del
Mondo” rimarrà all’ Università Federico II di Napoli fino al 15
giugno.
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