Gli occhi pieni di lacrime, nelle
mani la foto dei propri cari morti a causa dell’inquinamento
ambientale, e nel cuore la speranza che le parole di Papa Leone
XIV facciano breccia nelle coscienze di quanti possono cambiare
le cose, per dire finalmente “basta alla paura di ammalarsi”
nella famigerata Terra dei Fuochi. Stamattina nella cattedrale
di Acerra (Napoli), ad incontrare il Pontefice c’erano
soprattutto loro: le mamme, i papà, i sopravvissuti ad un male
che non lascia scampo e che, secondo uno studio dell’istituto
superiore della sanità, ha un nesso preciso con l’inquinamento
ambientale.
Ad ognuno di loro Prevost ha stretto la mano, ha mostrato la
vicinanza della Chiesa, ha guardato quelle foto tenute tra le
mani, ed ha promesso che non avrebbe taciuto. Tra loro Angela,
accompagnata dalla figlia Tania, 20enne che da anni vive con la
“paura di ammalarsi” dopo aver perso nel 2011 la sorellina
Ilenia, di appena 18 mesi, e nel 2013 il papà Carmine a soli 40
anni. “Un’emozione grande incontrare il Papa – ha detto Angela –
ci aspettiamo che la sua voce arrivi a chi ci deve dare una mano
per sanare questa terra, perché per una mamma vedere la propria
figlia, dopo che la famiglia si è sgretolata in due anni appena,
vivere avendo paura di qualsiasi cosa, non è possibile”. “Il
nostro è un grido – ha spiegato Tania – una richiesta di
speranza che dopo questa visita cambi qualcosa. Non se ne può
più. Siamo stanchi di aver paura”.
Anche Angelo Venturato, papà di Maria, morta nel 2016 a 25
anni, parla di speranza: “Papa Leone ci ha emozionati. Adesso la
speranza è che non ci si fermi, che non finisca tutto in un
fatto mediatico temporaneo. Ringraziamo il Pontefice che ha
fatto quanto poteva: una cosa importante, perchè la sua voce ha
una risonanza internazionale. Siamo stanchi della Terra dei
fuochi, vogliamo tornare a mangiare, respirare e vivere bene
come una volta. Ci sono stati troppi morti. E mia figlia è stata
una delle vittime: quando abbiamo scoperto il brutto male,
doveva sposarsi un mese dopo. Non ha più potuto”.
Tra i presenti in cattedrale anche don Maurizio Patriciello,
parroco di Caivano, prete simbolo delle lotte per l’ambiente, e
da sempre vicino alle mamme delle piccole vittime
dell’inquinamento. “Dalla nostra sofferenza devono imparare
tutti gli altri – ha detto entrando nel duomo – questo scempio
deve essere fermato. Gli industriali non possono continuare a
produrre e poi per risparmiare sui costi vanno a inquinare le
terre e ad ammazzare le persone: questo non lo possono fare. C’è
stato chi ha negato la Terra dei fuochi, e se lo ha fatto per
interessi economici si deve solo vergognare e chiedere perdono.
Basta morti, basta”.
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