“Siamo molto preoccupati per la
chiusura della galleria ferroviaria della metropolitana di Campi
Flegrei. Un fatto grave che mette in grande difficoltà decine di
migliaia di pendolari di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida che
ogni giorno fruiscono di questa asse strategico per il trasporto
pubblico verso Napoli. Abbiamo pertanto chiesto oggi, nel corso
del tavolo di coordinamento convocato dalla Prefettura di
Napoli, di far convocare un vertice nazionale con la Protezione
Civile, Ferrovie dello Stato e tutti gli enti coinvolti in
questa problematica per trovare soluzioni immediate Bisogna
riaprire la galleria e farlo in sicurezza”. Lo dicono i sindaci
di Pozzuoli, Luigi Manzoni e Bacoli, Josi Della Ragione. che
chiedono di sapre cosa sia stato fatto “in questi 9 mesi per
mitigare il rischio o affrontare il problema”.
” Ad oggi non conosciamo ancora i tempi di riapertura e non
esistono azioni programmate di intervento per affrontare la
problematica. Chiediamo con urgenza dati circostanziati che ci
presentino uno storico in riferimento al monitoraggio effettuato
in questa galleria nel tempo. Ricordiamo infatti che i sindaci
dei Campi Flegrei, in coordinamento con l’Osservatorio Vesuviano
e la Protezione Civile della Regione Campania, che ringraziamo,
hanno adottato più di un anno fa ordinanze circa la necessità di
controlli e monitoraggi serrati in riferimento alla presenza di
anidride carbonica nei luoghi chiusi”.
“Abbiamo chiesto anche un’accelerazione dei lavori sia per
aprire la nuova stazione Cumana di Pozzuoli che di riattivare la
tratta su ferro della Circumflegrea che collega Torregaveta con
Licola, fino a Montesanto. Chiediamo inoltre un controllo di
tutte le gallerie che insistono nel nostro territorio. Come noi
comuni ci siamo immediatamente attivati per monitoraggi costanti
nelle scuole ed in altri edifici municipali, lo stesso devono
fare le altre istituzioni o enti che operano nei Campi Flegrei.
Il messaggio che vogliamo lanciare è molto chiaro: bisogna
lavorare velocemente – concludono – e sinergicamente per mettere
in campo azioni che vadano a mitigare il rischio e fare
chiarezza assolutamente con la popolazione circa l’evoluzione
del bradisismo nel nostro territorio. La prevenzione è sempre
ben accetta. Ma se non viene affiancata da azioni risolutive, e
da metodo scientifico, rischia di sfociare in psicosi collettiva
che danneggia le nostre comunità. E questo non lo possiamo
permettere”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA









