Aurelio De Laurentiis ed il Napoli. Due facce della stessa medaglia che riflette ormai da anni e anni. Lo storico presidente del club partenopeo si è concesso ad un’intervista ai microfoni del New York Times presso la propria villa a Beverly Hills in quella che è stata la domenica di Pasqua. Tanti i temi trattati dal patron del Napoli, il quale si è soffermato con particolare attenzione su quello che sarà il futuro di Antonio Conte. Il presidente ha inoltre reso note anche quelle che sono le proprie considerazioni in merito ad un potenziale cambiamento nel mondo del calcio, con la possibilità di ridurre la durata delle partite da novanta a cinquanta minuti, per aumentare intensità e sopratutto permettere a chi guarda la partita di restare costantemente incollato allo schermo, senza cedere ai tempi morti della gara. “Punto primo: ridurrò la durata di ogni tempo da 45 minuti a 25 minuti. E poi basta perdite di tempo. Non puoi stare a terra a fare scena come un attore. E troppi pochi gol, così non c’è spettacolo. Bisogna segnare di più. E per fare più gol, bisogna cambiare le regole. Ad esempio non si può annullare un gol solo per pochi millimetri… Il fuorigioco deve essere cambiato, e di molto”. Queste le parole di De Laurentiis ai microfoni del New York Times per ‘The Athletic’, rivalutando poi anche i concetti di ammonizione ed espulsione, riconducendo entrambi ad una sospensione temporanea dal terreno di gioco: “Per un cartellino giallo esci cinque minuti, se ricevi un’espulsione resti fuori venti minuti!”
De Laurentiis: “Non credo che Conte abbandonerà il Napoli”
De Laurentiis – come affermato – ha dato ampio spazio all’interno della propria intervista ad un tema centrale per il Napoli, il tecnico partenopeo: “Antonio Conte è un uomo molto serio. Ha un contratto con me, non mi abbandonerebbe mai all’ultimo minuto perché creerebbe un grosso problema per il Napoli. Se si sacrifica dopo due anni di creazione di un Napoli molto forte… È anche una sua creatura. Quindi ucciderebbe la sua creatura. Oppure… Decide immediatamente e dice ‘vorrei andare’. Allora avrei tempo durante aprile e maggio per trovare qualcun altro per fare la sostituzione. Altrimenti, non credo che il signor Conte abbandonerà mai il Napoli”. Dalle pagine del ‘The Athletic’, rivista del New York Times, il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis ha poi aggiunto: “È un uomo serio e professionale. Se fossi un allenatore, prima di accettare la Nazionale senza neanche sapere chi è il Presidente Figc, ci penserei cento volte. Non abbiamo, ad oggi, un capo della federazione. Quindi nessuno può decidere di chiederglielo. Quindi prima dobbiamo risolvere il problema della federazione. Altrimenti, dobbiamo aspettare le nuove elezioni federali, a metà giugno”.
Sugli agenti: “Sono solo vampiri che succhiano soldi”
“I tifosi vogliono vincere e pensano che i giocatori onoreranno la loro maglia per sempre. Ma non è vero! Onorano solo i soldi. Ci sono solo pochi casi di lealtà. Ho avuto un ragazzo fantastico, Marek Hamsik, che era il capitano della nostra squadra. È rimasto con noi per sempre. Ma questo è solo un caso” ha affermato De Laurentiis in merito alla fedeltà dei calciatori verso la propria squadra, ricordando una bandiera del club azzurro. Il numero uno del Napoli si è poi soffermato su due calciatori del recente passato partenopeo: “Quando abbiamo iniziato con Conte abbiamo ricevuto un’offerta di 200 milioni di euro dal PSG e da altri per vendere Victor Osimhen e Kvara insieme. Conte disse: ‘Osimhen lo puoi vendere, ma per favore non vendere Kvara. Ma è stato un grande errore perché poi ho avuto problemi con il padre e l’agente di Kvara. Nel calcio l’agente è solo un vampiro che succhia soldi ovunque”.
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