In fondo bastava pensare a uno dei principi più noti della matematica per intuire come sarebbe potuta andare a finire. Perché se scambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia, era difficile pensare che l’arrivo di Massimiliano Allegri al posto di Antonio Conte avrebbe potuto avere l’effetto di taumaturgico di rivitalizzare quegli elementi reduci da un’annata flop o quantomeno deludente. E così i vari Noa Lang e Lorenzo Lucca stanno continuando a stentare anche con l’avvento dell’allenatore livornese al timone del Napoli. Al netto che fatto che in questo primo scorcio di stagione Allegri ha provato a dar loro maggiormente spazio e fiducia rispetto a chi l’aveva preceduto.
Niente da fare. Un discorso – se vogliamo – estendibile pure a quel Kevin De Bruyne, che dal ritiro della nazionale belga durante il Mondiale non era stato affatto tenero col comandante salentino. Bordate clamorose quelle rivolte da KDB a Don Antonio, eppure non è che con Allegri la musica sia cambiata molto. Al di là dell’illusorio gol alla prima di campionato sul campo del Genoa per griffare insieme a Vergara il blitz in terra ligure. Poca roba rispetto alle aspettative che avevano accompagnato l’arrivo all’ombra del Vesuvio di un campione che sembra entrato nella fase crepuscolare della carriera.
Aria di addio per Lang e Lucca
Tanto che il contratto in scadenza a giugno non dovrebbe essere rinnovato. Aria di addio pure per Lang e Lucca, che a differenza dell’ex Manchester City potrebbero replicare la parabola della scorsa stagione e fare i bagagli a gennaio. A patto di trovare per entrambi degli acquirenti concreti e graditi ai due. Missione tutt’altro che semplice per il ds azzurro Giovanni Manna, visto che durante l’ultima sessione di trattative le proposte di acquisto sia per Lucca sia per Lang latitavano. La sensazione, però, è che il Napoli a gennaio possa intervenire in entrata – compatibilmente alle uscite – per cercare di correggere alcuni evidenti difetti dell’attuale rosa e provare ad alzare il livello nella corsa a uno dei primi quattro posti. Obiettivo da centrare a ogni costo. Intanto continua l’annata in infermeria di Frank Anguissa. Il mediano camerunese si è sottoposto ieri, al Pineta Grande Hospital, a esami strumentali che hanno evidenziato la lesione miofasciale di basso grado dell’adduttore lungo della coscia destra. In parole povere: un risentimento rispetto ai guai che l’avevano tenuto ai box nelle scorse settimane. Col senno del poi il rientro in campo negli ultimi minuti di Fiorentina-Napoli domenica potrebbe forse essere stato un po’ affrettato.
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Il futuro di Anguissa
In soccorso di Allegri arriva, però, la sosta, visto che il centrocampista sarà out per 15-20 giorni e quindi in grado di rientrare in campo per la ripresa del campionato e della Champions League a metà ottobre. Più nebuloso il futuro dell’ex Fulham nelle fila partenopee: il contratto di Anguissa, infatti, scade il 30 giugno e al momento i dialoghi per il prolungamento non stanno decollando. Anche perché la prima richiesta del numero 99, 6 milioni, ha raffreddato la società. Vedremo se e pretese verranno ridimensionate o se il camerunese – all’ultimo grande contratto della carriera – continuerà a sparare alto. La sensazione è che – comunque vada a finire questa stagione – in estate il Napoli cambierà pelle, avviando il ringiovanimento della rosa che attualmente è la più anziana della Serie A (27,56 anni). Un dato che diventa ancor più rilevante se si considerano solo gli elementi scesi in campo finora (28,6 anni).










