Cercasi equilibrio velocemente. È il mantra che Max Allegri va ripetendo, quasi un’invocazione nel buio al termine della rovinosa caduta per 3-1 in casa del Villarreal. Un’esigenza tattica, certo, ma soprattutto psicologica e gestionale. Perché l’equilibrio, oggi, il Napoli lo ha smarrito prima di tutto dentro allo spogliatoio. La disfatta spagnola ha evidenziato scaramucce in campo, sguardi di traverso, gesti d’insofferenza tra compagni e atteggiamenti sopra le righe che testimoniano un nervosismo strisciante. Ed è proprio qui che il tecnico livornese è chiamato all’opera d’arte che gli è sempre riuscita meglio: la gestione, la missione da pompiere, da uomo capace di plasmare la complessità delle dinamiche umane per ricompattare un gruppo sfilacciato. D’altronde, i numeri di questo avvio di stagione raccontano di una presenza fissa sulle montagne russe. Il Napoli ha già collezionato quattro sconfitte nelle prime otto gare ufficiali, ne ha pareggiata una e vinte tre. Per ritrovare un avvio peggiore bisogna tornare a ben 17 anni fa. Correva la stagione 2009/10 quando Donadoni incassò quattro ko nelle prime sette gare. C’è, inoltre, l’incapacità cronica di trovare continuità perché gli azzurri non sono mai riusciti a centrare due vittorie consecutive. Ma se in Serie A si balbetta, in Europa si affonda. Questo, infatti, è il peggior avvio della storia partenopea in Champions per punti, zero, e reti segnate (una). I “capi d’accusa” principali pendono sull’attacco: le punte hanno siglato appena 5 reti su 11 (il 45%). Una miseria se parametrata all’investimento sostenuto dalla società per il reparto: 200 milioni di euro, ovvero 40 milioni a gol. Un rendimento che non può certo lasciar tranquillo il presidente De Laurentiis. Don Aurelio non ha mai nascosto le sue ambizioni di Champions League, è stata proprio la solida esperienza europea di Allegri a convincerlo a consegnargli le chiavi.
Napoli: cercasi equilibrio
Eppure, anche lo storico di Max nell’Europa che conta comincia a scricchiolare: ha incassato ben 8 sconfitte nelle ultime 9 partite di Champions, con l’ultimo successo che risale addirittura al 5 ottobre 2022. Per agguantare un posto tra le prime 24 ed evitare una nuova eliminazione precoce, il Napoli dovrà strappare almeno 11 punti nelle restanti 6 partite della fase campionato e la prossima sfida contro il Bodo Glimt può già essere un dentro o fuori. Ma prima c’è la trasferta di sabato a Venezia, ultimo a zero punti con Nicola nuovo coach. Il tecnico dei partenopei, comunque, sta recuperando quasi tutti i pezzi: Anguissa, Olivera ed Alisson Santos ieri sono tornati in gruppo e saranno a disposizione. Gli unici assenti saranno Favasuli e Vergara, che rientreranno per fine novembre. Max valuta già un possibile turnover. De Bruyne, dopo aver giocato 180 minuti nelle ultime due gare, partirà dalla panchina, mentre anche Hojlund potrebbe rifiatare per dare una chance a Lucca dal primo minuto. Spinazzola dovrebbe riprendersi il posto sulla fascia sinistra e in difesa Beukema scalda i motori per l’esordio stagionale, dopo aver visto dalla panchina tutti i match giocati dal Napoli finora. Ma per tornare a sorridere, al Napoli serve ritrovare al più presto l’equilibrio: dentro al campo e soprattutto all’interno dello spogliatoio.










