Oltre 10 minuti di applausi hanno
salutato il ritorno di “Adriana Lecouvreur”
al Teatro di San Carlo. L’allestimento del 2017, vincitore del
Prix de la Critique Francophone, con la regia di Davide
Livermore, porta il capolavoro di Francesco Cilea tra le luci
della Belle Époque e le ombre del primo conflitto mondiale. Tre
le recite ancora in programma, fino a sabato 20 giugno per
l’opera che era, assente dal palcoscenico napoletano da dieci
anni. Protagonista della serata è stata Aleksandra Kurzak, nei
panni di un’Adriana riletta come la Divina Sarah Bernhardt, con
Brian Jagde al suo fianco come Maurizio. Particolarmente
sontuosa l’interpretazione di Elīna Garanča nel ruolo della
Principessa di Bouillon. Accoglienza calorosa anche per Pinchas
Steinberg, sempre molto presente nelle ultime stagioni al San
Carlo, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Lirico di
Napoli, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi. Impegnato
anche il Balletto diretto da Renato Zanella.
Antonio Di Matteo ha interpretato il Principe di Bouillon, con
Pietro Spagnoli nel ruolo di Michonnet. Paweł Horodyski e Matteo
Macchioni sono stati rispettivamente Quinault e Poisson; Anna
Grotto e Monica Bacelli hanno vestito i panni di Mad.lla
Jouvenot e Mad.lla Dangeville.
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