È stato presentato questa mattina
nella sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato
della Repubblica, in Piazza Capranica 72 a Roma, il libro
“Scacco alla camorra. La storia della città che ha messo al
tappeto i boss” del giornalista de Il Mattino Ciro Formisano,
edito da Guida Editori, con la prefazione del magistrato
Pierpaolo Filippelli.
L’iniziativa si è svolta su iniziativa della senatrice
Raffaella Paita, componente della Commissione parlamentare di
inchiesta sul fenomeno delle mafie, che ha aperto l’incontro con
i saluti istituzionali ed ha partecipato al dibattito con gli
studenti dell’Istituto Comprensivo Bernardini di Roma, partendo
dalla storia di riscatto di Ercolano (Napoli), città che ha
sconfitto il racket.
All’incontro hanno partecipato Ciro Buonajuto, consigliere
regionale della Campania; Pierpaolo Filippelli, Procuratore
della Repubblica di Campobasso; Angelo Disanto, Maresciallo
Maggiore dei Carabinieri in servizio alla Direzione Nazionale
Antimafia, insieme all’autore Ciro Formisano, giornalista e
scrittore. A moderare l’incontro i giornalisti Carla Cataldo e
Dario Sautto.
Il libro ricostruisce una storia di contrasto alla camorra,
quella di Ercolano e dei suoi imprenditori e commercianti,
attraverso il racconto di una città e delle persone che hanno
contribuito a opporsi al potere dei clan, offrendo l’occasione
per un confronto sul ruolo delle istituzioni, delle forze
dell’ordine, della magistratura, dell’informazione e della
società civile. I lavori sono stati trasmessi in diretta
streaming sulla Web TV del Senato e sul canale YouTube del
Senato Italiano.
“In questi anni – ha ricordato durante il suo intervento la
senatrice Paita – abbiamo lavorato alla legge “liberi di
scegliere”, una legge importante perché a tutte le persone che
hanno denunciato non solo offre una protezione, ma offre anche
un anonimato preziosissimo. Abbiamo incontrato donne che hanno
ricostruito con grande fatica la credibilità, la forza e il
futuro dei propri figli, perché, diciamo, attraverso questa
legge noi daremo anche alle giovani generazioni e alle madri che
sono state vittime in qualche modo del ricatto di organizzazioni
mafiose con i mariti al vertice o coinvolti. La legge, che è
stata firmata da tutti i parlamentari della Commissione
antimafia e quindi ha avuto un carattere veramente trasversale,
è arrivata finalmente a compimento e questo è un motivo
d’orgoglio che in qualche modo giustifica anche la passione e
l’entusiasmo politico che ognuno di noi mette nell’assolvere
alla propria funzione”.
La norma offre un’alternativa concreta di distacco e
reinserimento sociale per donne e minori che intendono fuggire
dalle famiglie mafiose.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA









