Tornare a 44 anni a combattere per la prima volta da pro, non
per soldi o popolarità, ma per mettere da parte il più a lungo
possibile la ‘pancetta’ da ex e vivere meglio. E’ la verità di
Clemente Russo, che ha spiegato il senso dell’annunciato ritorno
sul ring, puntando soprattutto al mantenimento della forma
fisica; e grazie al tesseramento con una federazione estera.
“Non torno sul ring per soldi o popolarità, ma lo faccio per
tenermi in forma e non avere quella classica pancetta degli ex
atleti, insomma non voglio sbracare”, ha assicurato ‘Tatanka’,
due mondiali, due argenti, il ruolo di responsabile tecnico
della nazionale olimpica elite azzurra, e numerose presenze tv
in carriera.
Il ritorno al centro del ring coincide curiosamente con
l’esordio da professionista, la sera del 21 novembre durante The
Art of Fighting 14. Il pugile di Marcianise fiderà Momo
Elmaghraby, il campione italiano in carica dei pesi
mediomassimi. “Non mi mancano i soldi o la popolarità. Sono
stato uno che ha sempre guardato a non diventare come quegli ex
atleti che sbracano, ci tengo al fisico e voglio mangiare bene e
fare una vita sana. Sarà un match vero e non un’esibizione”.
Russo ammette di non aver scelto il suo sfidante: “mi
sarebbe piaciuto di più affrontare Kogasso e sarebbe stato più
difficile ma so che ha rifiutato e non ha voluto affrontare il
match. Cosa cambia in caso di vittoria o sconfitta? Sono
contento già adesso – aggiunge – perchè mi sto mettendo in gioco
per mantenermi in forma: ritornare a fare la vita da atleta è
già una vittoria, se vinco ovviamente sarò contentissimo. Tutti
verranno per vedere me, che vinca o che perda”.
Un ritorno che ha destato anche polemiche soprattutto sui
social, per il fatto che Russo non è mai stato professionista:
“E’ vero che non ho mai partecipato alle 4 sigle
professionistiche, ma ho fatto 6 anni il semiprofessionismo
sulle 5 riprese e la finale sui 7 round e poi ho fatto due anni
del professionismo della vecchia federazione mondiale, dove mi
qualificai con il circuito di otto round alle Olimpiadi di Rio.
I social? Io vorrei fare una tavola rotonda con gli haters e
farmi fare le domande in diretta – la replica – alcuni sono
realmente cattivi e altri sono solo ignoranti. All’Allianz Arena
il 50% delle persone verrà per vedermi vincere e gli per vedermi
perdere. Tutti comunque verranno per me e l’importante è che se
ne parli, non importa se bene o male”. Russo assicura che non
sarà una passerella: “Sarà un incontro vero? Questo match
nasceva come esibizione ma poi per tanti cavilli regolamentari
abbiamo deciso di fare un vero match, per cui mi devo tesserare
all’estero. Poi sul fatto che un maestro non può combattere c’è
una delibera federale che lo permette”.
Chiariti i meccanismi per non incappare nelle tagliole dei
regolamenti, ‘Tatanka’ non ha negato la possibilità di poter
continuare a combattere anche dopo il ritorno a novembre:
“comincio a fare questo, poi il regolamento permette di
combattere fino a 45 anni e chssà se ci prendo gusto che non
combatta con qualche mio vecchio avversario. Già oggi mi hanno
mandato delle locandine con un ‘Russo-Usyk’ , terzo match per un
bell’addio al pugilato. Sarebbe bello”. Sarebbe da ‘Tatanka’
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