Si è alzato con un successo di
pubblico e critica il sipario dell’Arena Opera Festival 2026. La
serata inaugurale ha visto il trionfo della nuova Traviata
firmata dal regista scozzese Paul Curran, un allestimento audace
e spettacolare che ha trasformato l’anfiteatro veronese in una
vibrante Montmartre di inizio Novecento.
La fusione tra il capolavoro verdiano e l’iconografia del
Moulin Rouge ha conquistato gli spettatori, dando vita a quello
che può essere definito un “ponte artistico” inedito tra
l’eccellenza della lirica italiana e il fascino della Belle
Époque parigina. La monumentale scenografia di Juan Guillermo
Nova, che ha visto la ricostruzione del celebre mulino,
dell’elefante e del teatrino d’epoca, ha trasportato il pubblico
in un’atmosfera immersiva, tra glamour, passione e la tragica
vitalità del cabaret.
“Assistere a questa Traviata è stato un viaggio in un
immaginario che unisce intrattenimento e arte di alto profilo”,
hanno commentato gli addetti ai lavori al termine dello
spettacolo, elogiando la coerenza estetica dei costumi di
Stefano Ciammitti e del disegno luci di Fabio Barettin.
La sovrintendente Cecilia Gasdia ha espresso grande
soddisfazione per l’esito della prima: un progetto complesso,
nato dalla collaborazione con il celebre locale parigino, che ha
saputo valorizzare l’immensità del palcoscenico dell’Arena. Il
debutto conferma la volontà del festival di porsi come polo di
attrazione internazionale, capace di rinnovare la tradizione
lirica attraverso linguaggi scenici contemporanei e suggestioni
cinematografiche.
Con il successo di questo avvio, il Festival entra ora nel
vivo della stagione, confermando la centralità di Verona come
palcoscenico globale dove tradizione e innovazione trovano un
punto di incontro unico al mondo. Una Traviata dal sapore
parigino, ben interpretata ed eseguita, che ha saputo
raccogliere gli applausi dell’esigenza pubblico della “prima”
areniana
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