Freni verso la ConsobNel mosaico degli incarichi entra poi anche la questione Consob. In pole per la guida dell’autorità di controllo della Borsa c’è il nome del sottosegretario Freni sul quale però sarebbe in corso un approfondimento visto che, come componente del Mef, è tra gli autori della riforma del mercato dei capitali.Fa fonti di maggioranza fanno notare diversi precedenti di componenti dell’esecutivo passati all’autorità: lo stesso uscente Paolo Savona così come Giuseppe Vegas che aveva anche le stesse deleghe attualmente detenute da Freni. In tutti e due i casi – si evidenzia – l’Antitrust, che valuta le incompatibilità ai sensi della legge Frattini, ha ritenuto che la norma non si applicasse alle autorità indipendenti. Un quadro insomma “chiaro e consolidato”, viene sostenuto.«C’è una enorme questione di opportunità istituzionale. La Consob è un’autorità di garanzia e vigilanza – dicono però da M5s con Mario Turco – che, proprio in questa fase, deve essere posta al riparo da qualsiasi elemento che possa anche solo far sorgere dubbi sulla sua piena autonomia, indipendenza e imparzialità».Qualora Freni fosse nominato alla Consob a sostituirlo al Mef ambirebbe l’attuale sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon (Lega) che, a sua volta, potrebbe lasciare l’incarico all’azzurra Chiara Tenerini.Le opposizioni: rimpasto senza passare per il ParlamentoLe opposizioni attaccano anche sulla portata di un rimpasto fatto senza passare dalle Camere. «Siamo di fronte a un rimpasto di fatto – evidenzia il capogruppo Dem in Senato, Francesco Boccia – realizzato senza dichiararlo per eludere i passaggi formali e il necessario confronto politico in Parlamento e nel Paese. La solita insofferenza della destra alle regole e alla trasparenza politica».





