Ascolta la versione audio dell’articoloSì all’uso delle infrastrutture militari in Italia nel rispetto degli accordi internazionali. È uno dei passaggi della nota del Consiglio supremo di difesa al termine della riunione presieduta da Sergio Mattarella al Quirinale. Nel documento viene richiamato l’articolo 11 della Costituzione per ribadire che «l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra».«Grande preoccupazione» è stata espressa dal Consiglio per «lo scenario di crisi che si è determinato con la nuova guerra in corso a seguito dell’azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran». Nella riunione di oggi il Consiglio ha analizzato «i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell’intera regione del vicino medio Oriente e nell’area del Mediterraneo».Loading…Il Consiglio – viene ancora spiegato – «sottolinea come l’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche».Italia impegnata per via negoziale e diplomatica«Nell’attuale contesto di instabilità – irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia all’Ucraina – con le progressive lacerazioni della pacifica convivenza internazionale, l’indebolimento delle istituzioni multilaterali e le numerose violazioni del diritto internazionale, l’Italia è impegnata a ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica» si legge nella nota. «Il Consiglio, nel pieno rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione, esprime forte preoccupazione per il moltiplicarsi di conflitti, in particolare nell’area mediterranea e nel Medio Oriente, dove sono in gioco nostri interessi strategici vitali. Attacchi a civili, di cui troppo sovente sono vittime bambini come nel caso della strage della scuola di Minab, sono sempre inaccettabili».Multilateralismo indebolito da iniziative unilateraliIl Consiglio Supremo di Difesa «ha constatato con preoccupazione che la crisi dell’ordine internazionale, incentrato sull’Onu, con la moltiplicazione delle iniziative unilaterali indebolisce il sistema multilaterale anche di fronte a sfide comuni come le effettive ragioni di sicurezza legate al rischio di realizzazione di armi nucleari da parte dell’Iran, quelle relative alla sicurezza di Israele e dei suoi cittadini, alla condanna del regime di Teheran e delle sue disumane repressioni».





