Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è rimbalzato, aumentando improvvisamente di nove punti base dopo il crollo di ieri. Il differenziale si è attestato a 78, con i rendimenti dei Btp cresciuti al 3,67%, mentre quelli dei Bund sono rimasti stabili. Era più di un mese che lo spread non raggiungeva questi livelli.
I mercati obbligazionari dei titoli di Stato stanno faticando a tornare alla situazione di stabilità precedente alla guerra in Medio Oriente, quando tutti i principali titoli europei erano in costante avvicinamento ai Bund per quanto riguarda i rendimenti. L’instabilità internazionale non permette previsioni di medio termine stabili.
Perché lo spread è aumentato all’improvviso
L’aumento dello spread è determinato esclusivamente da una crescita dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. Nella giornata di ieri i Btp benchmark a 10 anni avevano fatto registrare rendimenti molto bassi, anche sotto il 3,57% nel corso della mattinata, riducendo sensibilmente la distanza dai Bund, i titoli tedeschi, che invece erano rimasti fermi poco sotto il 2,90%.
Nei primi minuti dell’apertura del 1° luglio questa tendenza si è invertita. I rendimenti sono tornati a crescere, guadagnando più di un decimo di punto percentuale dai punti più bassi del giorno precedente. Al contempo, gli interessi sui Bund sono rimasti immobili, favorendo un allargamento dello spread a 78 punti base.
Cresce anche lo spread in Francia, la Spagna fa eccezione
Ha seguito la stessa traiettoria dell’Italia anche la Francia. Dopo un riavvicinamento nella giornata di ieri tra Oat e Bund, lo spread tra i due titoli è tornato a 68 punti base grazie a un aumento dei rendimenti francesi.
Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 1° luglio 2026
Titoli di Stato
Rendimenti
Spread
Bund tedeschi
2,89%
–
Btp italiani
3,67%
78
Oat francesi
3,57%
68
Bonos spagnoli
3,28%
39
La Spagna, invece, fa eccezione. I Bonos sono riusciti a tornare sotto i 40 punti di spread, con un rendimento del 3,28%. Una performance favorita dagli straordinari dati economici che sono recentemente stati pubblicati dal governo. La crescita del Pil nel 2026 è attesa al 2,6%, più di 5 volte quella dell’Italia, molto più alta della media dell’Eurozona e in grado di rivaleggiare con gli Stati Uniti. Anche la disoccupazione, uno dei pochi dati che ancora la Spagna non era riuscita a migliorare, sarebbe in sensibile calo.
Le prossime aste dei titoli di Stato: come investire nell’Italia
Il mese di giugno appena concluso è stato particolarmente denso di occasioni per investire nel debito pubblico italiano. Oltre alle aste tradizionali, c’è stata anche l’emissione dei Btp Italia Sì. Il risultato è stata una raccolta di decine di miliardi di euro per lo Stato e varie occasioni per i risparmiatori di acquistare titoli.
A luglio riprenderanno le aste tradizionali, a partire dalla seconda settimana del mese. Le date da segnarsi sul calendario sono:
9 luglio asta dei Bot;
10 luglio asta dei titoli a medio e lungo termine;
28 luglio asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
29 luglio asta dei Bot;
30 luglio asta dei titoli a medio e lungo termine.
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