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Mercati, settimana segnata da accordo USA-Iran e crollo dei titoli tech

di Redazione Ilquotidianodinapoli.it
27/06/2026
in Economia Italiana
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Mercati, settimana segnata da accordo USA-Iran e crollo dei titoli tech

Ultima seduta della settimana in deciso ribasso per le Borse europee, Piazza Affari compresa, penalizzate dalle prese di profitto sul comparto tecnologico dopo che la narrativa è cambiata bruscamente. In particolare, Apple ha annunciato un aumento del 20% dei prezzi di iPad e MacBook, poiché non è più in grado di assorbire l’impennata dei costi della memoria dovuta agli investimenti in intelligenza artificiale. “Il mercato ha interpretato questo evento come qualcosa di ben più significativo di una semplice questione di nicchia: l’emergere della “chipflazione” – l’inflazione importata dall’AI, che potrebbe sostituire quella legata al petrolio – è stato duramente penalizzato”, scrivono gli analisti di TP Icap Midcap. A peggiorare la situazione, un articolo del New York Times che ipotizza un rinvio dell’IPO di OpenAI al 2027, segnalando implicitamente che “le condizioni di mercato potrebbero non essere favorevoli”, erodendo ulteriormente la fiducia.
“Questa settimana i macro-temi hanno passato la palla alle vicende societarie, lasciandole assurgere a principale driver dei mercati – fanno notare gli strategist di Intesa Sanpaolo – Dopo l’esplosivo rally inziale, i razzi di SpaceX hanno perso un po’ della propulsione che li ha lanciati in orbita post IPO. Il tonfo del Kospi dovuto al riaffiorare dei dubbi sulla domanda di semiconduttori ha fatto correre dei brividi lungo la schiena agli investitori, creando qualche apprensione per la trimestrale di Micron che assieme a SK Hynix e Samsung è uno dei tre moschettieri cui fa riferimento il settore tecnologico più esuberante del 2026, cioè quello dei chip per le memorie dati. Circa 1/5 dei guadagni che ha registrato l’S&P500 quest’anno sono riconducibili all’impennata di questa sola azione. I risultati hanno sbaragliato le attese, ma non sono bastati per fugare i timori legati ai prezzi astronomici dei chip che gravano su hyperscalers e produttori di hardware. Potrebbe essere un’estate molto calda. E non solo per il meteo”.
Sul fronte macroeconomico, in Eurozona, a maggio, le aspettative di inflazione delle famiglie rilevate dalla BCE si sono attestate a +3,5% a 1 anno (da +4% di aprile) ed a +2,9% a 3 anni (come ad aprile). In Italia, a giugno, la fiducia dei consumatori ha sorpreso al ribasso, scendendo di un punto a 92,4 punti: a pesare sono stati i giudizi sul clima personale e sulla situazione corrente, mentre le attese di inflazione sono diminuite per il secondo mese consecutivo; la fiducia delle imprese è invece aumentata (poco oltre le attese) a 88,4 punti da 87,9, confermando l’esaurirsi del fenomeno di accumulo di scorte che aveva gonfiato l’attività nei mesi precedenti.

I principali indici
Tra le principali Borse europee preda dei venditori Francoforte, con un decremento dell’1,29%, deludente Londra, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia, e fiacca Parigi, che mostra un piccolo decremento dello 0,55%.
Sessione negativa per Piazza Affari, con il FTSE MIB che lascia sul parterre lo 1,00%; sulla stessa linea, perde terreno il FTSE Italia All-Share, che si ferma a 53.894 punti, ritracciando dell’1,03%. In forte calo il FTSE Italia Mid Cap (-1,51%); sulla stessa linea, pesante il FTSE Italia Star (-1,61%).

I titoli a Milano
Tra i best performers di Milano, in evidenza Ferrari (+3,14%), DiaSorin (+2,92%), Italgas (+1,36%) e Brunello Cucinelli (+0,96%). Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Saipem, che ha chiuso a -5,18%. Si concentrano le vendite su Amplifon, che soffre un calo del 4,84%. Vendite su STMicroelectronics, che registra un ribasso del 3,77%. Seduta negativa per Prysmian, che mostra una perdita del 3,54%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap, Ferragamo (+6,08%), Juventus (+2,91%), El.En (+2,62%) e WIIT (+2,29%). Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Banca Ifis, che ha chiuso a -36,87%. Sensibili perdite per D’Amico, in calo del 9,28%. In apnea Danieli, che arretra dell’8,06%. Tonfo di Technoprobe, che mostra una caduta del 5,06%.

Il petrolio
L’accordo tra Stati Uniti e Iran ha continuato a spingere al ribasso i prezzi del petrolio, con il Brent che è sceso a 73 dollari al dollaro, rispetto ai 120 dollari raggiunti al culmine della guerra. La pace, tuttavia, è fragile e permane l’incertezza sull’apertura dello Stretto di Hormuz. Per ora, il calo dei prezzi del petrolio sta invertendo la tendenza stagflazionistica dell’economia globale, dando impulso alla crescita e contribuendo a ridurre l’inflazione nei prossimi mesi. In particolare, l’eurozona ne beneficia rispetto agli Stati Uniti, essendo stata colpita in modo relativamente più duro dallo shock petrolifero.
La prossima settimana
La prossima settimana sarà nuovamente il momento dei dati sul mercato del lavoro statunitense, con l’indice JOLTS sulle offerte di lavoro e con il dato sui non-farm payrolls, che questa volta uscirà di giovedì a causa della festività nazionale di venerdì, in vista del 4 luglio. Mercoledì verrà pubblicato l’indice preliminare dell’inflazione euro per giugno.
Ancora lontana la prossima tornata di riunioni delle banche centrali (il 23 luglio si terrà la prossima riunione della BCE, in cui potrebbe esserci un rialzo dei tassi, mentre la Fed si riunirà il 29 luglio, data in cui i mercati prezzano una probabilità del 25% di un aumento dei tassi)

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