Si intitola “La mia Prima” la
mostra al Centro di Fotografia Indipendente di Napoli,
l’officina creativa, nata a Napoli nel 2013 dall’incontro dei
tre fotografi Mario Spada, Biagio Ippolito e Luca Anzani, che
dall’8 al 28 ottobre esporrà le opere realizzate di sei allievi.
Gli autori, attraverso la fotografia, hanno raccontato
identità e senso di appartenenza, dolore e memoria, desiderio e
limite, il tempo sospeso del viaggio e il diritto del corpo a
esistere prima di ogni definizione.
Una ricerca artistica realizzata con i docenti Mario Spada,
Biagio Ippolito, Angelo Raffaele Turetta, Roberta Fuorvia,
Alessia Della Ragione, Salvatore Pastore, con cui gli allievi
hanno portato avanti un percorso approfondito nella fotografia
durato un anno.
Durante il vernissage, in programma giovedì 8 ottobre (alle
19), sarà possibile iscriversi al corso annuale di fotografia
analogica e digitale dell’anno accademico 2026/2027, mentre la
mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile tutti i giorni
dalle 11 alle 19.
In esposizione ci saranno “Affermazione della vita fin dentro
la morte”, di Eleonora Ciciliano; “Universo imploso” di
Caterina Di Gaetano; “Senti chi sono”, Francesco Leone; “Senza
Permesso”, Beatrice Ricci; “Quasi a casa”, di Sara Romano e
“Spatriatə” di Lorenza Varchetta.
Eleonora Ciciliano, partendo da “L’erotismo” di Georges
Bataille, fa del corpo il luogo in cui indagare il conflitto tra
separazione e fusione con “Affermazione della vita fin dentro la
morte”. In “Universo imploso” di Caterina Di Gaetano nasce dai
viaggi tra Roma e Napoli e da scatti che raccontano un anno
caotico e la necessità di ritrovarsi. Francesco Leone con “Senti
chi sono”: volti senza faccia, paesaggi senza nome e non luoghi
attraversati da chi si perde per ritrovare, alla fine, chi è.
Beatrice Ricci, con “Senza Permesso”, segue Mia e la libertà
di costruire se stessi, di cambiare e decidere quando mostrarsi
o sottrarsi allo sguardo altrui; “Quasi a casa” di Sara Romano
affronta il dolore che non si riesce a nominare, tornando
piccoli in cerca di protezione per cominciare a immaginarsi a
casa pur non essendoci ancora arrivati.
Chiude Lorenza Varchetta con “Spatriatə”, progetto dedicato a
uno stato d’animo che accomuna ciascuno di noi: sentirsi fuori
posto, senza una geografia né punti di riferimento, tra
riflessione sull’identità, individualismo e rapporto con
l’ambiente urbano.
Accanto all’attività di formazione, che costituisce il suo
nucleo fondante, il Centro di Fotografia Indipendente ha
realizzato, negli ultimi anni, seminari aperti al pubblico e
collaborazioni con i più importanti maestri e operatori della
fotografia italiana. La sua sede è in piazza Guglielmo Pepe, tra
piazza Mercato, piazza Garibaldi e il Porto. Punto di
intersezione tra una Napoli connessa alle tradizioni e quella
proiettata verso nuove e più dinamiche visioni. Un quartiere
che ieri come oggi rappresenta il fulcro del melting pot
mediterraneo, dove si mescolano culture diverse pronte a creare
innovazione.
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