I ministri Giorgetti e Abodi “hanno
sempre creato problemi al calcio italiano”, Malagò “era l’unico
capace di rimettere sui binari corretti” la Figc e ora “bisogna
trovare in ogni modo la possibilità di farlo cadere perché
qualcuno vuole prenderne il posto”. Il presidente del Napoli
Aurelio De Laurentiis attacca ad alzo zero la tendenza a
“politicizzare il calcio e qualsiasi evento”, durante una
conferenza stampa all’Associazione della Stampa estera, che a
Roma gli ha conferito il premio alla carriera.
A proposito del rapporto tra sport e politica, De Laurentiis
parla del presidente della Figc: “Guardate questa incredibile
avventura-odissea che sta vivendo Giovanni Malagò: era l’unico
capace di rimettere sui binari corretti il calcio italiano, lo
ha dimostrato in tutta la sua vita da dirigente sportivo. No,
non va bene, bisogna trovare in ogni modo la possibilità di
farlo cadere perché qualcuno vuole prenderne il posto”. E allora
“se si vuole politicizzare il calcio, io dico alla politica di
mettere il denaro sul tavolo per sostenerci, ma non lo fanno: il
ministro Giorgetti e il ministro dello Sport hanno sempre creato
problemi al calcio italiano, anzi non solo al calcio ma anche al
tennis”. E poi l’altra stoccata: “La politica è sempre stata
assente dal cinema e dallo sport, ma quando devono venire a
vedere la partita come si mettono in prima fila a chiedere i
biglietti, e come si arrabbiano se non glieli dai”.
De Laurentiis se la prende con la politica anche per
l’assenza di una riflessione strutturale sulla crisi del calcio
italiano. “Ci sono determinati regolamenti che vanno rivisti in
maniera importante, perché per far sopravvivere Uefa e Fifa
sottraiamo importanza e sostegno ai campionati nazionali che
sono il fulcro del tifo. Siamo orgogliosi e contenti se la
Nazionale vince, ma bisogna ricordarsi che si gioca troppo,
siamo arrivati quasi a 80 partite a stagione”. La domanda per il
patron del Napoli è: “I calciatori sono fisicamente e
psichicamente strutturati per poter sopportare questo peso
agonistico, muscolare e psicologico? Possono supportare poi il
club nella rappresentanza nazionale? È un problema vero sul
quale nessuno si vuole fermare e ragionare, perché chi governa
ha bisogno di non far fermare questo movimento che produce
voti”. E infine, “perchè devo avere tre, quattro o cinque
Nazionali? In quella maggiore non serve che partecipi un 37enne,
ma un 18enne, un 20enne, un 22enne. Invece le nazionali sono
state suddivise per età ed è un grandissimo errore”.
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