(di Patrizia Vacalebri)
Sulla passerella di Schiaparelli,
sfila a Parigi una bellissima donna-piovra, con tentacoli fatti
di lattice. Il pubblico ammira affascinato anche altre creature
fantastiche: sirene illuminate da scaglie di paillettes,
creature ibride con corsetti conchiglia scolpiti in silicone
color rosa tenue, come la pelle delle modelle lucente come
quella dei pesci; abiti medusa iper-ricamati che sembrano fatti
di gelatina.
Insomma, a Parigi sfila una collezione che è un viaggio
fantastico tra perturbanti abitanti del mare, reali e
fantastiche, immaginate dal direttore creativo della maison
Schiaparelli, il texano Daniel Roseberry. Dopo un lacerante
processo interiore, che lo ha portato ad abbandonare l’idea
iniziale di seguire l’ispirazione partendo da una visita a
Barcellona, alle opere architettoniche di Gaudì, Roseberry ha
deciso di lasciarsi andare, di non bloccare il processo
creativo, ignorando ciò che i francesi chiamano l’appel du
vide—la chiamata del vuoto.
Così, il direttore creativo di Schiaparelli ha deciso di
creare tutta un’altra cosa rispetto all’ispirazione di partenza:
una collezione dedicata al mare, alla sua fauna e alla sua
flora. “Con l’idea iniziale – confessa Roseberry – avevo
soffocato non solo me stesso, ma anche il lavoro. Le formule
sono l’opposto della magia della creazione, che esiste solo
nell’abbandono totale all’ignoto. Dare un nome alle cose,
definirle, è rassicurante. Ma così facendo si toglie loro una
parte del loro potere infinito e della loro magia: le si rende
meno spaventose, ma anche meno esaltanti”.
Del resto, Elsa Schiaparelli ha sempre trasformato
l’ordinario in straordinario. Non è forse l’abito “Aragosta”,
con il grande crostaceo disegnato sul davanti di un long dress
bianco, realizzato con Salvatori Dalì nel 1937, uno dei suoi
capi diventati subito iconico? Invece, stavolta l’alta moda di
Schiaparelli si esprime nella capacità dell’immaginazione di
reinventarla, affiancando tecniche di haute couture a materiali
sintetici: al posto delle tradizionali sete, rasi e lane,
vengono usati lattice, silicone, colate di vernice, trasformate
in lastre e scolpite in silhouette. Anche l’iconica giacca
Schiaparelli qui è trattata come un accessorio: ricamata e
decorata, pensata per completare il look. Il bustier iper-
realistico di un abito non è modellato, ma scolpito e poi colato
in silicone e dipinto in un azzurro lattiginoso. Il motivo
floreale della gonna è fatto di centinaia di fiori creati con
calze elastiche tese su fili metallici e perle. I colori
sfumano dal blu fiordaliso a un caramello pensato per
dissolversi nelle calze indossate sotto.
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