“Se ciò che ho denunciato è
infondato, sarà l’indagine a dimostrarlo, ma se invece gli
elementi che ho raccolto troveranno riscontro, ogni giorno
perduto potrebbe rappresentare un’occasione mancata per tutelare
il territorio e prevenire conseguenze che nessuno vorrebbe più
vedere su un’isola già duramente segnata da eventi drammatici”.
A parlare è Alfredo Giacometti, proprietario, a Ischia, dei
terreni confinanti con quelli su cui verrà realizzato un centro
di raccolta rifiuti. Giacometti, con il suo avvocato Sergio
Pisani, ha già presentato un esposto in procura a Napoli per
illustrare i danni che il proegetto arrecherebbe all’ambiente.
Su quel terreno, viene spiegato in una nota, sarebbero stati
abbattuti oltre 12.000 metri quadrati di alberi compreso un
uliveto di circa 1.800 metri quadrati, nell’ambito della
realizzazione di un centro di raccolta rifiuti. Ma si tratta,
sottolinea, “di un’area che ricade nel territorio del Comune di
Forio d’Ischia, inserito nella rete europea Natura 2000, un sito
sottoposto a una disciplina di tutela particolarmente rigorosa
proprio per il suo elevato valore ambientale e paesaggistico.
Per interventi suscettibili di incidere sugli habitat naturali,
la normativa prevede specifiche verifiche e, nei casi previsti,
la Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca)”.
Nell’istanza si chiede inoltre che, dove gli elementi
raccolti lo giustifichino, il procedimento venga iscritto nel
registro delle notizie di reato, così da consentire il pieno
svolgimento delle indagini: “non sto chiedendo che qualcuno
venga condannato senza processo – dice ancora Giacometti – ma
soltanto che la Procura mi ascolti. Ho raccolto elementi che
ritengo importanti e che devono essere valutati dagli
investigatori. Il mio dovere di cittadino è consegnarli, quello
delle istituzioni è verificarli”.
“Ischia porta ancora le ferite della tragedia di
Casamicciola – ricorda Giacometti – quell’evento ha dimostrato
quanto il territorio dell’isola sia estremamente fragile e
quanto sia indispensabile intervenire con il massimo rigore
quando vengono realizzate opere che incidono sull’assetto
ambientale. Se dovessero emergere irregolarità in interventi di
questa portata, il rischio non riguarderebbe soltanto la tutela
del paesaggio, ma anche la sicurezza del territorio. È proprio
per evitare che situazioni potenzialmente critiche vengano
sottovalutate che chiediamo accertamenti immediati”.
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