“Il contrasto alla violenza di
genere non dipende soltanto dalla qualità del sistema normativo
ma dalla capacità concreta degli operatori di riconoscere la
violenza e intervenire in modo appropriato e tempestivo”. Lo ha
detto il procuratore generale di Napoli Aldo Policastro secondo
il quale senza una specifica formazione si corre il rischio “di
produrre risposte frammentarie e inadeguate”, in sostanza,
“senza conoscenza non c’è riconoscimento, e senza riconoscimento
non c’è tutela”.
Il magistrato è intervenuto oggi a Napoli al nuovo percorso
formativo – “Riconoscere, prevenire, contrastare la violenza di
genere” – promosso dall’Osservatorio distrettuale sulla
violenza di genere inaugurato della Sala Arengario del Palazzo
di Giustizia di Napoli.
“La cosiddetta violenza di genere – ha aggiunto Policastro –
ed è bene dirlo con chiarezza, è, nella stragrande maggioranza
dei casi, violenza dei maschi contro le donne”. Si tratta ha
detto ancora il procuratore generale di Napoli di un fenomeno
che trova radice in una “asimmetria strutturale di potere che
attraversa le relazioni e si alimenta di stereotipi e modelli
culturali ancora persistenti”.
Per questo motivo è necessario, per Policastro, un approccio
più consapevole: “È una violenza che si costruisce nel tempo,
attraverso dinamiche di controllo, isolamento e svalutazione,
che devono essere riconosciute prima che degenerino”.
Il percorso formativo – articolato in più moduli dedicati
alle radici culturali della violenza, alle diverse forme del
fenomeno, al linguaggio, alla tutela dei minori, alla violenza
digitale e alla responsabilizzazione degli uomini – è
finalizzato a costruire una base comune di conoscenze e
strumenti operativi tra tutti gli operatori coinvolti.
Il corso – conclude una nota – anticipa la definizione di
Linee guida, condivise tra magistratura, forze dell’ordine e
servizi territoriali, con l’obiettivo di rafforzare in modo
strutturale il sistema di prevenzione e protezione delle
vittime.
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