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Vitis Aurunca, con i fondi europei una nuova cantina e la bottaia di affinamento

di Redazione Ilquotidianodinapoli.it
16/06/2026
in Dalla città e non solo...
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Vitis Aurunca, con i fondi europei una nuova cantina e la bottaia di affinamento

“Ogni anno il nostro gruppo
ottimizza i contributi europei combinando i fondi Pac per la
gestione ordinaria, i fondi Ocm (Organizzazione Comune dei
Mercati) per il settore vitivinicolo e i finanziamenti del Csr
(ex Psr) (Complemento di Sviluppo Rurale) per gli investimenti
strutturali. Proprio grazie agli ultimi investimenti del Csr
siamo riusciti a compiere il salto di qualità definitivo:
abbiamo costruito la cantina e la bottaia di affinamento, e
abbiamo rinnovato completamente il parco macchine con mezzi di
ultima generazione, sia per il lavoro in campo sia per i
processi di trasformazione in cantina”. A parlare è Pietro
Ceparano, enologo e socio di Vitis Aurunca, azienda di Cellole,
in provincia di Caserta. Vitis Aurunca nasce nel 2007 dalla
visione di un gruppo di agronomi. Oggi l’azienda possiede e
conduce vigneti, oliveti, frutteti e mandorleti che assicurano
la produzione di vino, olio e frutta. Le diverse colture
prevedono la presenza della manodopera lungo tutto l’anno,
grazie alle diverse stagionalità. “Mi sono laureato in
viticoltura ed enologia in tempi record – racconta Ceparano –
affrontando un periodo di sacrifici immensi. In quell’anno,
durante il periodo della vendemmia, lavoravo in collaborazione
con la Laffort Oenologie nella storica cantina di Vignamaggio, a
Greve in Chianti; per questo motivo, mi riducevo a studiare di
notte o la mattina presto, tra i fumi della fermentazione, pur
di terminare l’università il prima possibile. L’obiettivo era
laurearmi entro novembre 2016, così da poter presentare la
domanda di primo insediamento prima della scadenza del bando,
prevista per dicembre dello stesso anno”. “Tutta quella fretta –
spiega – aveva quindi uno scopo lucido: accedere ai fondi della
Pac per i giovani agricoltori. Scommessa vinta, perché grazie a
quella corsa contro il tempo sono riuscito a ottenere il
finanziamento europeo a fondo perduto di 50.000 euro. Dal
momento in cui ho incassato i fondi, sono diventato a tutti gli
effetti Imprenditore Agricolo Professionale (Iap). Questo status
mi precludeva la possibilità di accettare contratti da
lavoratore dipendente: il mio destino era ormai tracciato, ed
era quello di essere un agricoltore e un libero professionista”.
   
Avviata l’attività, l’azienda allarga le superfici agricole e
scommette sul biologico, coltivando agrumi, mandorle, ulivi e
vite. “Questa scelta – spiega ancora Ceparano – mi ha permesso
di continuare a usufruire della Pac attraverso i contributi per
le superfici bio. Parliamo di cifre importanti: negli anni
abbiamo ottenuto dai 400 agli 800 euro all’anno per ettaro a
seconda della coltura, una boccata d’ossigeno fondamentale per
mantenere competitiva un’azienda medio-piccola nella delicata
fase di avviamento”. Oggi l’azienda originaria è cresciuta ed è
integrata in un unico gruppo di gestione e commercializzazione
che vede come partner altre due società: Vitis Aurunca Ssa e
Lidi Aurunci. Si tratta del nucleo di un ampio gruppo agricolo
strutturato quasi come una cooperativa, che unisce le forze di
due famiglie, la famiglia Ceparano e la famiglia Vergara.
   
“Insieme – conclude Ceparano – gestiamo circa 60 ettari di
terreno, diversificando la produzione su scala più ampia
attraverso la coltivazione di agrumi, drupacee, vite, ulivo,
pere, orticole e cerealicole”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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