Matteo Politano, ospite negli studi di Radio Crc, emittente partner del club partenopeo, racconta così l’annata del Napoli: “E’ stata una stagione lunga, con tanti impegni ed infortuni, ma quello che abbiamo costruito in questi due anni si è visto nella grigliata di ieri e per tutto l’anno. Abbiamo affrontato dei momenti difficili, in cui a volte faticavamo a mettere 11 giocatori in campo, ma abbiamo sempre cercato di dare il massimo”.
Spalletti o Conte?
In azzurro ha vinto due scudetti, il primo con Spalletti, l’ultimo con Conte: “Bella sfida, ne parlo spesso a casa con mia moglie e con i miei amici. A livello personale ti dico che il quarto forse è stato un po’ più bello, perché è stato più sofferto, è stata un’ansia continua fino all’ultima giornata. Il terzo scudetto l’abbiamo raggiunto con qualche giornata d’anticipo, ma comunque è stato speciale. Come scegliere tra mamma e papà”, ride Politano che poi parla del suo ruolo: “Sono a disposizione del mister, il calcio si è evoluto tanto, quindi, qualsiasi ruolo oggi implica tanta corsa e tanta intelligenza tattica. Poi, chiaramente, per anni ho fatto l’esterno d’attacco quindi preferisco quello”. Stagione difficile, ma anche “bella, io mi sento cresciuto sotto tanti punti di vista. Sto cercando di mettere ancora cose nel mio repertorio, perché spero di fare altri anni ad alto livello”. In Champions non è andata come si sperava: “Copenaghen? Più di una partita è stata tosta quest’anno: penso anche al Psv, era un periodo complesso. Fa tutto parte del percorso, c’erano anche dei giovani arrivati da poco”.
“De Bruyne ce lo siamo goduti poco”
Se deve pensare, invece, al cammino in Serie A dice: “La vittoria contro il Milan la metto al primo posto, anche perché non ho fatto molti altri gol quest’anno – dice scherzando -. Le vittorie negli scontri diretti ti restano impresse nella memoria: penso alla Roma o anche all’andata con la Lazio”. In questa stagione si è messo in luce Vergara, poi si è infortunato anche lui: “E’ un ragazzo eccezionale, ha tantissima voglia e una bella ‘cazzimma’: mi ha impressionato davvero tanto e ha un grande margine di miglioramento. Gli consiglio sempre di pensare solo a sè stesso e alla squadra, senza ascoltare né lodi né critiche, perché quelle ci saranno sempre. Deve giocare sereno, come ha fatto quando chiamato in causa, il futuro è tutto dalla sua parte”. Da un giovane a un fuoriclasse di lungo corso. “De Bruyne si è integrato benissimo dal primo giorno: è un po’ timido, ma con il tempo ha iniziato ad aprirsi. Lo abbiamo perso per quattro mesi ed anche per noi è stata un’assenza importante. Giocatore di altissimo livello e di grande esperienza, ma ce lo siamo goduti poco purtroppo: è un dispiacere, perché quando arriva un campione del genere averlo a disposizione è importante”.
“Faccio fatica a farlo”
Con la piazza ha creato un profondo legame: “A me Napoli piace tutta: mi piace passeggiare, io e mia moglie ci facciamo trovare spesso in giro. Ci fa piacere anche condividere con i tifosi le nostre giornate. Non mi piace stare chiuso in casa, quando posso cerco di godermi una città bella come Napoli”. L’ultima di campionato contro l’Udinese: “E’ una squadra molto fisica: ha giocatori potenti ed alti. Dobbiamo preparare bene la partita, domani andremo in ritiro: vogliamo chiudere con una vittoria davanti al nostro pubblico. Ci teniamo ad arrivare secondi e fare felici i napoletani. I tifosi vanno ringraziati per tutto quello che hanno fatto quest’anno”. Spazio anche per parlare di Nazionale. “Faccio fatica a farlo, è stato brutto: per noi over30 era l’ultima occasione, quindi c’è stato tantissimo rammarico. Sono molto legato a mister Gattuso, gli voglio molto bene e mi è dispiaciuto tanto per lui e per tutti. Io credo che per ripartire nel calcio italiano, bisognerebbe rifondare dalle basi e dai settori giovanili: ci sono pochi italiani nei settori giovanili dei top club. Ci lamentiamo che in Italia non ci siano calciatori italiani, ma se non li facciamo crescere poi diventa difficile”.
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