Un andirivieni interminabile. Con 38 infortuni accumulati finora, l’infermeria è da inizio stagione il luogo più affollato del Napoli. Per ogni calciatore che rientra o che mostri segnali di miglioramento, puntualmente emerge un nuovo stop a complicare i piani di Antonio Conte. Questa volta è – di nuovo – il turno di Lobotka (terzo infortunio stagionale per lo slovacco), vittima di un sovraccarico al bicipite femorale. Il centrocampista si trascinava questa problematica da diverse partite, ma vista l’emergenza e la coperta corta in quella zona di campo, Conte ha dovuto schierare sempre il numero 68 azzurro: dal rientro dopo il suo ultimo infortunio – il 14 dicembre contro l’Udinese – ha giocato 17 gare consecutive da titolare, 16 di queste fino alla fine, riposando solo 17 minuti contro il Verona, quando è subentrato Gilmour. È il 30° infortunio di natura muscolare in casa Napoli e nessuno in Serie A ne conta di più. Un numero spropositato, un’anomalia finita sotto la lente di ingrandimento del presidente De Laurentiis: al termine della stagione vorrà vederci chiaro. Lobotka, comunque, sarà out per il match contro il Torino, in programma domani alle 20.45 al Maradona.
Straordinari per Gilmour
Sarà assente anche McTominay, che continua a svolgere lavoro personalizzato a Castelvolturno e non ha ancora recuperato dalla tendinopatia che lo tiene ai box da un mese. Note positive? Ce ne sono e riguardano Anguissa-De Bruyne, che torneranno tra i convocati contro i granata, anche se non sono ancora al 100%. Il camerunese, assente da 116 giorni, mentre KDB ne conta addirittura 131: probabile un loro utilizzo nel corso della gara. I “Fab4” inizialmente immaginati da Conte si sono visti più in infermeria che in campo. Toccherà a Gilmour l’onere degli straordinari. Lo scozzese, rientrato il 15 febbraio contro la Roma dopo oltre due mesi di stop per un’operazione di pubalgia, ha finora collezionato appena 30 minuti in campo. Ma non c’è alternativa, sarà lui a fare coppia con Elmas in mediana. Reinventarsi, del resto, è diventata abitudine per don Antonio, che – nonostante le assenze – vuole mantenere l’imbattibilità casalinga in campionato che dura dall’8 dicembre 2024 contro la Lazio. Il coach salentino vuole una doppia svolta, migliorare sia il reparto arretrato che la fase offensiva.
Napoli: 8ª difesa del campionato
I partenopei hanno l’ottava difesa del campionato (28 reti subite), la nona per clean sheet (9) e sono penultimi per contrasti vinti. Conte, dal suo primo anno alla Juventus, non ha mai incassato più gol alla 27ª giornata rispetto ai numeri attuali. Ma anche l’attacco fatica. I campioni d’Italia sono quinti per gol segnati (41), decimi per grandi occasioni create e settimi per tiri in porta. È il peggior score offensivo del Napoli negli ultimi 15 anni: era dalla stagione 2010/11 che gli azzurri non segnavano così poco dopo 27 partite. Lukaku, in tal senso, potrà dare una grande mano al suo allenatore, così come avvenuto a Verona. Magari in coppia con Hojlund, anche a gara in corso, è una soluzione che il tecnico salentino valuta e sulla quale sta lavorando. L’obiettivo resta sempre lo stesso: archiviare quanto prima la qualificazione alla prossima Champions League. Poi si tireranno le somme.
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