Verrebbe da dire: non c’è due senza tre. Un antico e abusato adagio della tradizione popolare italiana viene preso in prestito da Antonio Conte per mettere in campo stasera il Napoli anti-Roma. Due vittorie di fila dopo il ko di Bologna, con l’Atalanta (3-1) e il Qarabag (2-0), entrambe giocate allo stadio Maradona con l’identica formazione. Perché cambiare proprio adesso, contro la capolista del campionato di serie A? L’impressione generale è che no, don Antonio nemmeno stavolta schiererà titolari due pedine fondamentali quali Spinazzola e Politano, dando ancora fiducia ad Olivera nel ruolo di esterno basso e a Lang sulla stessa zona di campo, ma in attacco. Dovrebbe essere questa la decisione del tecnico salentino, ma non è stato possibile reperire informazioni oltre gli spifferi, perché anche ieri – come nelle altre settimane in cui si giocano gare di Champions – è stata depennata la conferenza stampa pregara. A proposito di scaramanzia…
Napoli: all’Olimpico la grande occasione
E il faccia a faccia con la Roma viene visto da tutto l’ambiente Napoli come la grande occasione per cancellare definitivamente la mini crisi, battendo la formazione di Gasperini per scavalcarla in vetta. Le premesse sono incoraggianti, anche perché in questo fine settimana la lista degli infortunati non si è ingrossata. L’unica notizia proveniente dall’infermeria riguarda Billy Gilmour: domani si opererà a Londra e sarà assistito dal dottor Gennaro De Luca che fa parte dello staff medico azzurro. Conte ha esorcizzato il momento-no utilizzando il 3-4-2-1, modulo al quale è stato quasi costretto a causa delle pesanti defezioni a centrocampo: con soli due titolari (Lobotka e McTominay) ha preferito potenziare il reparto arretrato con l’innesto di Beukema al fianco di Rrahmani e Buongiorno. Poi, ha messo mano all’attacco. Cinque gol segnati nelle ultime due gare, a dispetto dell’unica rete realizzata – da Anguissa – nelle 4 partite precedenti. Neres e Lang (due reti il brasiliano ed una l’olandese nelle ultime due) a ridosso di Hojlund che non segna da quasi due mesi: l’ultimo dei suoi 4 gol stagionali, risale al 5 ottobre, contro il Genoa per il 2-1 finale.
Con la Roma sfida scudetto
Unico handicap di questo quadro tendente al sereno? Il mal di trasferta. Già 5 le sconfitte subite quest’anno dagli azzurri tra campionato (Milan, Torino, Bologna) e Champions (Manchester City e Psv) e tutte lontano dal Maradona. Nella classifica delle gare esterne in serie A, la Roma è quella che ha fatto più punti, 15 e sono il frutto di 5 vittorie, di contro il Napoli è tristemente ottavo con soli 9 punti in 6 gare (3 vittorie e tre sconfitte). La Roma, invece, vuole difendere il primato dall’assalto del Napoli, migliorando innanzitutto il proprio score casalingo: giallorossi ottavi con 12 punti in 6 gare, mentre il Napoli è primo con 16. Tutti elementi a corredo di una sfida che può essere definita “da scudetto” anche se mancano ancora 25 giornate al termine del campionato. Ma chi vince stasera può sentirsi un po’ più avanti nel percorso tricolore.
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