NAPOLI – È solo una tregua quella tra Romelu Lukaku ed il Napoli. Il bomber belga è rientrato ieri a Castelvolturno, un mese dopo la sua ultima apparizione al centro sportivo del Napoli, accompagnato dal suo agente Federico Pastorello. Nel corso di un colloquio rapido – ma sostanzioso – con il direttore sportivo Manna, il centravanti belga ha cercato di smussare le tensioni accumulatesi nelle ultime settimane. Il nodo centrale resta il mancato rientro tempestivo dopo la sosta di marzo: Big Rom aveva rinunciato alla convocazione con la nazionale belga per le amichevoli contro Stati Uniti e Messico a causa di un problema all’ileopsoas, spiegandolo sui social.
Il caso riabilitazione e la reazione del Napoli
Invece di rientrare a Napoli, come richiesto dal club per ottimizzare il recupero sotto la supervisione dello staff azzurro, il numero 9 dei partenopei aveva scelto di proseguire il lavoro personalizzato tra Bruxelles e soprattutto Anversa, nello stesso centro di riabilitazione che aveva seguito De Bruyne. Questa decisione unilaterale aveva irritato profondamente la società, che aveva aperto un procedimento disciplinare, multato il giocatore per aver disatteso due convocazioni e pubblicato un comunicato ufficiale in cui si riservava “provvedimenti” e la possibile prosecuzione dell’attività “a tempo indeterminato” fuori dal gruppo squadra. L’incontro, comunque, è stato costruttivo e positivo. L’ipotesi di ulteriori provvedimenti disciplinari, di un’esclusione prolungata dalla rosa o di strascichi legali si allontana, almeno per il momento.
Futuro lontano da Napoli: Conte, De Laurentiis e le prospettive
Subito dopo il chiarimento, però, l’attaccante è ripartito per il Belgio, dove completerà la riabilitazione individuale in vista dei prossimi Mondiali. Non ci sarà, dunque, un reintegro immediato nel gruppo: Conte non potrà contare su di lui per la volata finale in campionato. Lukaku, inoltre, non ha incrociato né l’allenatore, né i compagni di squadra impegnati in allenamento. L’ultimo contatto vis-à-vis di Big Rom con il tecnico salentino risale, infatti, alla trasferta di Cagliari del 20 marzo. Al termine della stagione, in ogni caso, le strade di Lukaku e del Napoli si separeranno in modo definitivo, indipendentemente dalla permanenza o meno di Conte sulla panchina azzurra. Il coach salentino incontrerà il presidente De Laurentiis solo quando avrà raggiunto l’aritmetica qualificazione alla prossima Champions League. Proprio il patron del Napoli, intercettato ieri all’ingresso della sede della Lega Serie A in occasione dell’assemblea dei club, ha evitato di soffermarsi sul futuro del tecnico. «Su Conte ct della Nazionale ho già espresso il mio pensiero da Los Angeles. Ho chiamato Malagó – ha aggiunto De Laurentiis – per dirgli che non c’è nessuno meglio di lui per prendere in mano la situazione del calcio italiano. L’unico difetto è il suo amore per la Roma, ma pazienza, sopporteremo anche questo. Abete è un carissimo amico, ma non è la persona adatta per questo lavoro. Il calcio italiano va rifondato, lo dico dal 2004 ma nessuno ti ascolta perché ognuno è attaccato alla poltrona e non si stacca».
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