Resettare per poi capire. Il Napoli si ritrova oggi a Castelvolturno – dove presumibilmente ci sarà anche Lukaku, sbarcato ieri sera a Capodichino – dopo la pesante sconfitta interna contro la Lazio: un ko che ha ulteriormente complicato la corsa al secondo posto. Gli azzurri, a pari punti con il Milan e con la Juve a -3, devono guardarsi le spalle pur sapendo che l’obiettivo minimo – la qualificazione alla prossima Champions League – non può essere fallito. Per blindare il ritorno nella massima competizione europea, alla squadra di Antonio Conte serviranno almeno 8 punti nelle ultime 5 giornate.
Conte, alla ricerca delle certezze
Un traguardo che appare alla portata, ma che richiede un cambio di passo netto rispetto alle ultime due uscite. Per don Antonio si tratta della peggior stagione in Serie A della sua carriera. Perché se anche dovesse vincere tutte le gare rimanenti, il Napoli chiuderebbe il campionato a quota 81 punti: il suo score più basso dalla prima annata sulla panchina della Juventus. Ancora più eloquente è il bilancio delle sconfitte: sette ko in campionato, un numero che per Conte rappresenta una brutta novità. Mai, in nessuna delle sue precedenti esperienze in Serie A, aveva incassato così tante sconfitte: il precedente record negativo (5 in 38 giornate) risaliva alla stagione 2012/13 con la Juventus. Negli ultimi dieci anni, inoltre, soltanto in tre stagioni il Napoli aveva perso più partite ed in nessuna di queste è poi arrivato in Champions. A Castelvolturno, dunque, si lavora per ritrovare certezze, compattezza difensiva e soprattutto per ritrovare quell’equilibrio che è venuto meno nelle ultime settimane. Conte aveva chiesto a gran voce più gol, maggiore incisività sotto porta, ma i numeri raccontano altro: i partenopei hanno segnato, a questo punto della stagione, quattro reti in meno rispetto allo scorso campionato e occupano soltanto il quinto posto nella classifica degli attacchi della Serie A.
Napoli, i gol subiti e le assenze dei leader in difesa
Un problema di finalizzazione che accompagna la squadra già dalla stagione passata. La vera differenza, però, emerge nella fase difensiva. I gol subiti sono schizzati da 25 a 33 dopo 33 giornate; un aumento preoccupante che ha minato le fondamenta di una squadra costruita per concedere pochissimo. Sono mancate le certezze dei leader difensivi – su tutti Di Lorenzo e Rrahmani che l’anno scorso le giocarono tutte – ma soprattutto è venuto meno quel senso di ordine e solidità collettiva che aveva permesso al Napoli di Conte di essere la miglior difesa dello scorso campionato. Rrahmani, in panchina sabato, potrebbe tornare dal primo minuto venerdì contro la Cremonese, mentre capitan Di Lorenzo – fermo ai box dal 31 gennaio – punta a strappare almeno una convocazione. Discorso diverso, invece, per Neres e Vergara: entrambi potrebbero rientrare per le ultime 3 giornate di campionato.
Lukaku ed il rientro a Napoli
Ieri intanto Lukaku è sbarcato a Capodichino: nelle prossime ore avrà un confronto sia con Conte che con la società. Con De Laurentiis che presto incontrerà pure don Antonio per valutare se continuare insieme oppure separarsi con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del contratto. Otto punti in cinque partite per raggiungere l’obiettivo: quello che ad inizio anno era considerato “minimo” per Antonio Conte, ora è diventato vitale.
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