Fosse un film sarebbe il remake in salsa napoletana di “Una settimana da Dio”. A vestire i panni del Jim Carrey versione Vomero ci sta pensando Costantino Favasuli, passato da talentino di belle speranze a uomo in più del Napoli nel giro di pochi giorni. Allegri, infatti, mercoledì l’ha fatto debuttare in Champions League a metà ripresa contro l’Arsenal. Uno spezzone di gara davvero brillante quello sfoderato dal laterale destro contro i vice campioni d’Europa e che gli è valso anche i complimenti della stampa inglese. Ancor più speciale la prima volta del numero 2 azzurro in Serie A: contro il Bologna domenica Favasuli è entrato in campo dopo l’intervallo, trascinando il Napoli alla vittoria. Un impatto clamoroso quello avuto da Costantino sulla gara, al di là dell’assist vincente per il gol di Lobotka. Il terzino, infatti, ha incendiato il pubblico del Maradona con le sue sgroppate sulla fascia a tutta velocità. Un’iniezione di talento e fame di arrivare in alto preziosa per rivitalizzare una formazione apparsa balbettante in questo avvio di stagione.
Favasuli e Allegri, il salto di qualità del talento italiano
La sensazione è che con un tecnico come Allegri (da sempre attento ai talenti emergenti) Favasuli possa ora fare il definitivo salto di qualità, trovando continuità in A e Champions dopo la splendida annata nel Catanzaro. In quella Serie B che si sta dimostrando una palestra ideale per far crescere i giovani talenti italiani. Anzi, viene da pensare che sia arrivato il momento da parte dei nostri club di imitare maggiormente quanto fatto da Napoli e Milan con Favasuli e Cisse. Anche perché i giocatori italiani bravi ci sono nelle categorie inferiori: serve solamente il coraggio di dar loro fiducia e puntarci sul serio. I casi di queste settimane dei vari Cacciamani, Romano, Liberali e Raimondo sono emblematici in tal senso.
Napoli, l’affare Favasuli e il rimpianto della Fiorentina
Ecco perché a Napoli hanno di che sorridere. In casa si sono ritrovati un gioiellino a prezzo di saldo: appena 7 i milioni investiti da Aurelio De Laurentiis per accaparrarselo in prestito (1 milione) con obbligo di riscatto (6 milioni) al primo punto che faranno i campani a partire dal 2 febbraio. Un affarone merito del ds Giovanni Manna e dell’agente Mario Giuffredi, che per settimane hanno lavorato sottotraccia all’operazione, poi arrivata alla conclusione positiva grazie al summit di inizio agosto a Rivisondoli. Con De Laurentiis che gli ha fatto sottoscrivere un contratto di 8 anni (scadenza 2031 con opzione unilaterale in favore del club azzurro per allungare fino al 2034 da esercitare ogni stagione entro il 30 maggio). Chissà se a Firenze qualcuno nel frattempo si sarà pentito di esserselo fatto soffiare sotto il naso. Alla Viola (aveva il 50% sulla vendita) sarebbero bastati 3,5 milioni per riportarlo a casa dopo averlo scaricato troppo a cuor leggero due anni fa. Un abbaglio alla luce del fatto che la Fiorentina ha speso più o meno la medesima cifra (3,3 milioni) per i prestiti onerosi di Joao Mario e Alex Jimenez. Per la serie: gli stranieri non sono meglio dei calciatori italiani. Semplicemente costano di più. E così il Napoli si gode la favola Favasuli, che non vuole smettere di stupire e intanto sta mettendo radici in città (vive a Posillipo con la fidanzata Giovanna). Il bello viene adesso.
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