NAPOLI – Il cammino è lento verso il sunset boulevard di Napoli e Antonio Conte lo sta percorrendo a testa alta, godendosi l’uscita di scena tra gli applausi dei tifosi. Ancora 4 giorni alla sfida finale contro l’Udinese, che diventerà il teatro di una standing ovation della durata di 90’, a contorno di una partita alla quale gli azzurri cercheranno un punticino per essere aritmeticamente certi del secondo posto. Poi, è molto probabile che il presidente De Laurentiis decida di dare l’annuncio di una separazione diventata ormai di fatto dopo due stagioni scandite da uno scudetto ed una Supercoppa – oltre a due accessi alla zona Champions – ottenuti a costi troppo alti per quelle che sono le dinamiche contabili del club. Si attende la conferma di quella che è diventata una notizia dopo lo 0-3 di Pisa, quando Conte aveva rilasciato dichiarazioni che andavano verso l’addio. Spiazzando, probabilmente, lo stesso patron che puntava al riserbo per poi dare l’annuncio urbi et orbi domenica al Maradona.
Addio consensuale
Ieri c’è stata una accelerazione, con tanto di particolari a corredo di quella che sembrerebbe diventata una separazione a tutti gli effetti. Si parla di risoluzione consensuale, cioè Conte e i suoi 12 collaboratori (qualcuno di essi dovrebbe rimanere, come il preparatore dei portieri Alejandro Lopez ed il team manager Paolo Rea) lascerebbero al Napoli i 22 milioni lordi previsti dai contratti in scadenza nel 2027. Il coach ne percepisce 8,5 netti annui che, uniti ai 7,5 lordi di Lukaku e agli 11 di De Bruyne, diventerebbero un risparmio da 30 milioni per le casse del club, quasi prosciugate nelle 2 stagioni contiane. In realtà, l’uscita di scena di tutto il clan Conte sarebbe a zero euro solo se nel frattempo arrivasse un’altra proposta lavorativa (la Nazionale ed il Milan sullo sfondo), altrimenti una buonuscita verrebbe comunque riconosciuta all’allenatore ed al suo staff. Aurelio avrebbe preso atto della volontà del tecnico, che gli sarebbe stata manifestata circa un mese fa, decisione che Conte avrà preso perché De Laurentiis gli avrebbe comunicato la necessità di una spending review sul monte ingaggi e sul mercato. Per Conte, si sa, c’è pure la possibilità di diventare il ct della Nazionale azzurra. Nessuno strappo tra Antonio ed Aurelio che – nel frattempo – sta cercando un nome spendibile agli occhi della piazza dopo l’addio dell’allenatore che ha permesso al Napoli di vincere lo scudetto e la Supercoppa.
Chi per il dopo Conte?
Al primo posto tra quelli graditi c’è Maurizio Sarri, ma su di lui insiste l’interesse dell’Atalanta per bocca di Cristiano Giuntoli che sta trattando con la Dea per il ruolo di direttore sportivo. Altro nome di caratura internazionale è Roberto Mancini, attuale tecnico dell’Al Saad: rinuncerebbe ai 20 milioni che percepisce oggi per abbracciare la causa Napoli. Discorso identico anche per Simone Inzaghi, tecnico dell’Al Hilal (guadagna 26 milioni a stagione), ma che sta per rassegnare le dimissioni, oltre a Stefano Pioli che ha strappato il contratto con la Fiorentina: aveva altri due anni a 3 milioni netti a stagione. La scommessa, invece, potrebbe essere quella di Italiano: una scommessa che De Laurentiis sarebbe ben felice di giocare.
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