“A Napoli c’è sempre tanto rumore, tutto viene amplificato”. A dirlo è Kevin De Bruyne, invitato a rispondere sulla discussa scelta di Romelu Lukaku di non prendere parte agli impegni con la nazionale belga per dedicarsi alla preparazione individuale e al recupero della condizione fisicia, compromessa dall’infortunio rimediato ad agosto e che lo ha costretto fuori dai campi fino al rientro del gennaio scorso. L’attaccante classe ’93 non sarà dunque presente ai test amichevoli che vedranno la selezione di Rudi Garcia – che al Mondiale 2026 è stata sorteggiata nel girone G insieme a Egitto, Iran (la cui presenza resta in bilico) e Nuova Zelanda – misurarsi contro Stati Uniti prima (28/03) e Messico poi (01/04), ma non rientrerà neppure a Castel Volturno, dove Antonio Conte e il suo staff credevano tornasse per dedicarsi al lavoro in disparte. Una scelta che ha sorpreso il Napoli, dove il futuro dell’ex Inter e Roma è ancora tutto da scrivere – nonché indirettamente legato all’operazione riscatto di Rasmus Hojlund, ingaggiato a settembre proprio per sostituire il belga – . A fare chiarezza sul caso Lukaku è ora il suo connazionale ed ex stella del Manchester City, la cui stagione è stata oltremodo condizionata dall’infortunio che lo ha tenuto ai box da ottobre a marzo. Quanto al Napoli, il prossimo impegno in agenda dopo la sosta nazionali prevede la gara interna contro il Milan di Max Allegri in programma il 6 aprile al Maradona.
De Bruyne: “Situazione complicata”
Queste le parole del centrocampista del Napoli, impegnato con il Belgio per prossimi impegni amichevoli: “Non conosco i dettagli, ma è chiaro che la situazione di Rom è complicata. Si è infortunato e non è stato al meglio. Spero che Romelu torni il prima possibile. Io ho fatto una riabilitazione completa in Belgio, lui metà ad Anversa e metà a Napoli. Quando ci sono due prospettive diverse, diventa difficile lavorare insieme. Non è l’ideale per essere al top”. Così invece sulle proprie condizioni: “Sto prendendo ritmo, ho già giocato più di quanto pensassi. Mi alleno con la squadra da quattro settimane e mi sento bene. Non penso di lasciare la nazionale dopo il Mondiale, finché starò bene continuerò”. Infine uno sguardo alla sfida con gli Stati Uniti: “Abbiamo visto che giocano in modo aggressivo, vorranno dimostrare il loro valore”. Parole da leader, in un momento in cui anche la fascia da capitano potrebbe finire sul suo braccio”.
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