Il centrodestra festeggia, con moderazione. I ballottaggi delle Comunali finiscono sostanzialmente in pareggio (rispetto agli avversari) ma nessun ribaltone di rilievo. A parte l’exploit di Lecco, che torna a destra dopo 20 anni e la conferma di Macerata. Del resto anche il temuto effetto Vannacci – che ha infierito al primo turno a Vigevano, in terra lombarda e leghista – non c’è stato. Perciò ora a urne chiuse, la parola chiave della giornata sembra essere “coalizione”: la squadra vince (o tiene) se è solida e soprattutto se unita. Sono le parole scelte dalla premier Giorgia Meloni, dopo un voto che “conferma ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori”, sottolinea. Da qui la rotta che la leader di FdI indica per il futuro: “Avanti così, con serietà e concretezza”. Commenti ancora più misurati e sintetici dagli altri due leader, Antonio Tajani e Matteo Salvini. Eppure la strada verso le prossime Politiche non è in discesa, né per la coalizione né per i singoli partiti. Chiamati tutti a fare i conti – in un tempo più o meno breve – con la “pedina” Vannacci per un’eventuale alleanza che rafforzi la squadra e la metta al riparo dallo spauracchio del pareggio a fine legislatura. Per gli alleati, il generale ex numero due della Lega resta un’incognita e non solo perché sta per nascere il suo partito, Futuro Nazionale. Il battesimo è previsto nel fine settimana a Roma con la prima assemblea costituente che definirà gerarchie, ruoli e regole. E nella maggioranza qualcuno teme l’annuncio di ulteriori “acquisti” fra i deputati. Oggi i vannacciani sono 8, ne basterebbero altri due per costituire un gruppo, come impone il regolamento della Camera. In attesa di evoluzioni, non si registrano segnali di vicinanza da parte di nessun partito.
Difficilissimo che arrivino dalla Lega dopo il “tradimento” subito e la partita giocata dai vannacciani a Vigevano. Nel comune in provincia di Pavia il “colpaccio” del generale è riuscito al primo turno quando il candidato che ha sostenuto Furio Suvilla con il 14% dei voti, ha fermato il Carroccio, che correva diviso da FI, escludendolo dal ballottaggio. Al ballottaggio però ha vinto Previde Massara, sostenuto dagli azzurri, Su di lui i vannacciani avevano escluso apparentamenti e appoggi esterni ma evidentemente ha vinto il dna di destra, come fa notare il leghista Gian Marco Centinaio, nominato commissario del Carroccio nel Pavese. Centinaio però osserva come due settimane fa gli elettori abbiano deciso che “dovevamo stare all’opposizione e quindi ora la Lega starà all’opposizione”, consapevole che “c’è tanto lavoro da fare nel partito”. Del resto Matteo Salvini è alle prese con un restyling non da poco.
A partire dal consiglio federale di mercoledì potrebbe dare le prime indicazioni sul nuovo organigramma del partito. “Lavori in corso”, si limita a dire a chi gli chiede se sia all’orizzonte l’ingresso di Luca Zaia tra i suoi vice. Un ingresso che sarebbe il segnale di una svolta richiesta a più voci per dare nuovo slancio alla Lega in calo di consensi. E anche a rischio sorpasso da parte del partito di Vannacci, attestato sempre più vicino al quasi 7% del Carroccio. Ma novità sono in arrivo anche dentro Forza Italia. A spingerle, sottotraccia, sarebbe Marina Berlusconi. E’ lei la regista accreditata di un’operazione di rinnovamento (soprattutto in chiave liberal) avviata nei mesi scorsi con la sostituzione dei capigruppo parlamentari e che potrebbe concretizzarsi in vista delle Politiche con candidature mirate. Lo choc delle ultime uscite di deputati forzisti passati a FnV avrebbe infatti scatenato l’irritazione della famiglia Berlusconi per aver accolto nel partito nomi poco affidabili. Un errore da non ripetere il prossimo anno.
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