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Salvini vede i lombardi e rilancia sui militari, muro di Fi-FdI

di Redazione Ilquotidianodinapoli.it
15/09/2026
in Politica, Primo Piano
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Salvini vede i lombardi e rilancia sui militari, muro di Fi-FdI

Diecimila militari e “una settimana” per portarli nelle città: Matteo Salvini fissa traguardo e cronometro, gli alleati scelgono un’altra tabella di marcia. Tanto che la risoluzione della Lega su ‘Strade sicure’, senza modifiche, rischia di fermarsi in commissione Difesa alla Camera. Ma a pochi giorni da Pontida il leader del Carroccio non rallenta. Al Pirellone riunisce i lombardi, prova a ricucire gli strappi e detta la linea con cui incalzare il governo: basta rinvii. Per schierare altri 3.200 soldati, oltre agli attuali 6.800, assicura, può bastare “una settimana”.
Un traguardo davanti al quale, tuttavia, Fratelli d’Italia e Forza Italia lo smentiscono. Dopo i paletti fissati dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, anche il sottosegretario azzurro Matteo Perego di Cremnago imbocca la stessa strada. “Non stiamo dicendo di no” al rafforzamento dell’operazione, precisa, ma servono “alcuni passaggi”, anche nel ddl Difesa.
Ai sette giorni di Salvini oppone un’altra priorità: “Non è un tema di tempi”. Prima vengono “addestramento, forze ed equipaggiamento adeguati”. Un braccio di ferro che diventa un altro pezzo della marcia verso il pratone, dove Salvini punta ad arrivare con i colori della Lega ben visibili dentro il governo. E torna a marcarli anche sull’Ucraina – all’indomani del raid russo al confine con la Polonia – affidando, dopo un incontro a Milano con imprenditori italiani attivi in Russia, alle agenzie russe una ricetta già nota: l’Italia può “svolgere un ruolo” per la pace e, a guerra finita, tornare ad acquistare gas da Mosca.
Nonostante il doppio altolà degli alleati, la Lega non arretra sui 10mila militari nelle strade e nei luoghi più sensibili del Paese. Giovedì alle 9 la risoluzione approderà in commissione e il primo firmatario, Eugenio Zoffili, taglia corto sulle perplessità di Fi-FdI: “Volere è potere”.
Il Paese, sostiene, ha bisogno di “sicurezza” e dell'”immediato invio di soldati nelle strade più a rischio”. Ma tra l’urgenza leghista e il via libera ci sono i nodi che Crosetto e Perego indicano all’unisono. Il ministro aveva già bocciato l’idea di aumentare le mimetiche per ragioni soltanto “estetiche” e sottolineato la necessità di una legge di riordino; il sottosegretario aggiunge che per passare dai presidi statici a un impiego più dinamico al fianco delle forze dell’ordine “serve anche un passaggio normativo”, oltre a preparazione e strumenti adeguati.
Il segnale politico è altrettanto chiaro: con FdI e Fi in sintonia, la Lega non può pensare di tirare dritto da sola. Il margine per evitare la conta in commissione c’è, ma passa da una riscrittura. Perego apre a “una riformulazione o alla condivisione di un testo più articolato”, lasciando fino a giovedì la porta aperta al compromesso. Zoffili si spinge oltre: “Spero che le modifiche vadano nella direzione di avere ancora più soldati, anche oltre i 10mila”.
Una mediazione eviterebbe a Salvini di arrivare a Pontida con una battaglia simbolo frenata dagli alleati. E dallo stesso Perego su cui Fi punta per Palazzo Marino, con il leader della Lega pronto invece a svelare il suo candidato proprio sul pratone. E’ lì che ormai convergono quasi tutte le strade di Salvini. Al Pirellone, riunendo Attilio Fontana, assessori e consiglieri lombardi, il segretario prova a ricucire con quella Lega che negli ultimi mesi lo ha stretto d’assedio. Sul tavolo mette le bandiere di sempre: più militari e più presidi nelle città e nelle stazioni lombarde, l’Autonomia da chiudere entro la legislatura, la revisione dell’Isee, la sicurezza sui treni e l’energia.
“La Lega ha davanti battaglie decisive e deve affrontarle compatta”, è il messaggio che esce dalla riunione. Domenica, la concorrenza non sarà soltanto interna. Quasi in contemporanea al pratone si accenderanno altri due palchi: a Orvieto Roberto Vannacci sarà al Forum dell’indipendenza italiana con Gianni Alemanno; a Roma, invece, Giorgia Meloni chiuderà Fenix, la festa dei giovani di FdI. Tre piazze per misurare gli equilibri.

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