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Pronto il Melonellum 2.0, opposizioni sulla barricate

di Redazione Ilquotidianodinapoli.it
29/05/2026
in Politica, Primo Piano
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Ascolta la versione audio dell’articoloDetto, fatto. Il Melonellum 2.0 è stato depositato come nuovo testo base, al termine della discussione generale, nella commissione Affari costituzionali della Camera presieduta dall’azzurro Nazario Pagano. E poco prima la Capigruppo ha calendarizzato la riforma elettorale che supera i collegi uninominali del Rosatellum, e con essi i rischio “pareggio” alle politiche del prossimo anno, per il 26 giugno.Le opposizioni sulla barricate: forzatura inaccettabileUna «forzatura inaccettabile» per i partiti d’opposizione, che rimandano al mittente la vulgata della maggioranza sulle modifiche fatte per andare incontro ai loro rilievi. «Ridicolo sostenere che il nuovo testo della maggioranza tenga conto delle osservazioni delle opposizioni. Non è così. Le opposizioni non sono mai state coinvolte in alcun confronto reale», dettano in nota i capigruppo in commissione di Pd, M5s, Avs, Italia Viva e Più Europa. I quali chiedono anche nuove audizioni («sulle nuove parti dovranno esprimersi nuovamente gli esperti») e un esame parlamentare senza strozzature procedurali.Loading…Le modifiche: soglia al 42% e premio ridotto, via i ballottaggiLe modifiche introdotte sono quelle già anticipate nei dettagli nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore. Punto primo: soglia per far scattare il premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori alzata dal 40 al 42%, via i ballottaggi se nessuno raggiunge tale soglia, norma di coordinamento tra le due Camere (i premi scattano solo se in entrambi i rami del Parlamento è superato il 42% e se il vincitore è lo stesso). «Salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e quelli assegnati ai sensi dell’articolo 2 (Trentino Alto Adige e Val d’Aosta, ndr) – si legge all’articolo 1 del nuovo testo – i seggi sono ripartiti tra le liste e le coalizioni di liste con metodo proporzionale con l’eventuale attribuzione di un premio di governabilità pari a settanta seggi complessivi alla Camera (35 in Senato, ndr) da assegnare a liste presentate a livello circoscrizionale in favore della coalizione o della lista singola che abbia ottenuto il maggior numero di voti validi a livello nazionale in entrambe le Camere e che abbia conseguito almeno il 42 per cento di voti validi in ciascuna di esse».Resta il nodo dell’«esclusione» di Trentino Alto Adige e Val d’AostaPunto secondo: il tetto massimo da raggiungere con il premio di maggioranza è abbassato da 230 a 220 alla Camera, esattamente la soglia “costituzionale” del 55%, in modo da non sfiorare il tetto di garanzia per l’elezione dei giudici della Consulta e del Csm e da non regalare alla maggioranza la completa autonomia per l’elezione del Presidente della Repubblica; mentre in Senato il tetto resta un poco più alto, 113 (poco sotto il 57%), per tener conto della presenza dei senatori a vita. Tuttavia, come rileva il costituzionalista ed ex parlamentare del Pd Stefano Ceccanti, «la direzione è giusta, ma non è un tetto effettivo perché non sono compresi oltre agli eletti all’estero, cosa giusta, neanche gli eletti in Trentino Alto Adige e Val d’Aosta con i quali si va comunque sopra il 55% ammesso dalla Corte costituzionale». Non solo. L’esclusione dei trentini e dei valdostani fa sì che quegli elettori «non pesano sul risultato complessivo del premio, negando il principio del voto eguale…». Un possibile punto che potrebbe essere attenzionato dalla Consulta, dunque, in caso di ricorso preventivo.Niente preferenze: tutti i rischi dei criticatissimi listini bloccatiRestano invece i criticatissimi listini bloccati (6 nomi alla Camera con qualche eccezione, più spesso 4 o 5 in Senato), che vanno ad aggiungersi ai nomi degli eletti con il listino legato al premio (da 1 a 5). Troppi nomi bloccati sulla scheda, insomma, per le opposizioni. Ma un po’ troppi anche per una parte dei costituzionalisti, che avvertono del rischio di una pronuncia della Consulta sul punto (i giudici costituzionali potrebbe ad esempio introdurre l’opzione di una preferenza).

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