Panorama Italia
  • Dalla città e non solo…
  • Cronaca
  • Sport
  • Economia
  • Politica
  • Cultura
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
Ilquotidianodinapoli.it
Home Economia Italiana

Volkswagen taglia 100.000 dipendenti e vende 750 aziende: addio a Ducati

di Redazione Ilquotidianodinapoli.it
06/09/2026
in Economia Italiana
A A
Volkswagen taglia 100.000 dipendenti e vende 750 aziende: addio a Ducati

Volkswagen taglierà 100 mila posti di lavoro nella ristrutturazione più grande della storia del settore automobilistico. Da diversi anni il gruppo tedesco, il più grande al mondo tra i produttori di auto, è in crisi a causa del crollo dei pilastri fondamentali su cui si basava il suo modello di business: l’energia a basso costo in Germania e la Cina come mercato di sbocco in cui crescere.
L’azienda ha quindi deciso di ridimensionarsi in maniera netta, tagliando i costi e concentrandosi esclusivamente sui mercati e sui modelli che generano più profitto.

Volkswagen taglierà 100 mila posti di lavoro
Durante la scorsa settimana Volkswagen ha proposto al suo consiglio di sorveglianza un piano per tagliare 50 mila posti di lavoro aggiuntivi  rispetto ai 50 mila già previsti dal precedente piano di ristrutturazione, arrivando a 100.000 mila posti di lavoro in meno in totale. La ristrutturazione dovrebbe concludersi nel 2030.
Il consiglio di sorveglianza è un organo tipico dell’assetto societario tedesco e che svolge tutti i ruoli di sorveglianza che normalmente ha un consiglio di amministrazione, e quindi deve approvare i piani straordinari, come il taglio di 50 mila posti di lavoro. È composto da 10 rappresentanti degli azionisti e 10 rappresentanti dei lavoratori.
La ristrutturazione più grande della storia dell’automotive
Nessuna casa automobilistica ha mai tagliato 100.000 posti di lavoro in una sola ristrutturazione. Prima di questa operazione di Volkswagen, il record apparteneva a General Motors, che nel 1991 licenziò 74mila persone e chiuse 21 stabilimenti a causa della concorrenza giapponese.
Anche in termini relativi, la ristrutturazione di Volkswagen non ha paragoni tra le grandi aziende del settore automobilistico. Il gruppo Volkswagen ha 663.000 dipendenti, e quindi il taglio equivale a circa il 15% dei lavoratori. Nel 1990 GM aveva 761.000 dipendenti, quindi l’azienda statunitense licenziò poco meno del 10% dei suoi lavoratori.
Cosa ha causato la crisi di Volkswagen
La crisi di Volkswagen ha diverse cause, che vanno dalla transizione ecologica ai dazi statunitensi. Una ristrutturazione così importante, però, accade solo quando l’intero modello di business di un’azienda inizia a non funzionare più. Al di là delle circostanze contingenti, quindi, c’è anche un problema di fondo nel modo in cui il gruppo tedesco faceva profitto.
Volkswagen aveva costruito la sua fortuna su due pilastri:

l’energia a basso costo, che la Germania otteneva soprattutto grazie alle importazioni di gas dalla Russia;
la Cina come principale mercato di sbocco, dove il gruppo tedesco dominava.

Nel giro di pochi anni, entrambi questi pilastri sono venuti meno, con la guerra in Ucraina da una parte e con la concorrenza delle case cinesi dall’altra. Dazi e transizione sono state soltanto delle aggravanti a una crisi di modello molto profonda.
Come Volkswagen vuole rispondere alla crisi
Volkswagen rimane comunque il più grande gruppo automobilistico al mondo. Vuole però tagliare i costi, soprattutto in Europa, dove produce 500 mila auto in più di quante il mercato ne chieda ogni anno. Il piano prevede:

una revisione dell’utilizzo degli stabilimenti di Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm;
la riduzione del 50% del numero di modelli in tutti i marchi;
la possibile vendita di alcuni marchi, tra cui Seat e l’italiana Ducati.

Questo dovrebbe risolvere il problema dei costi in Europa, dato dalla fine delle forniture di gas russo. Per quanto riguarda la Cina, il gruppo è intenzionato a cercare nuovi mercati di sbocco, soprattutto nel Sud del mondo.
Il risultato dovrebbe essere la vendita di 9 milioni di veicoli all’anno entro il 2030, leggermente di più degli 8,98 milioni del 2025 ma nettamente meno dei quasi 11 milioni del 2019. Il margine operativo netto dovrebbe arrivare al 9%, molto migliore del 7,6% del 2019, con 135 milioni di euro che saranno investiti in ricerca e sviluppo.

Articoli Correlati

Poste alza il Deposito Supersmart Open al 2,25%, rendimenti più alti sulla liquidità ferma
Economia Italiana

Poste alza il Deposito Supersmart Open al 2,25%, rendimenti più alti sulla liquidità ferma

05/10/2026
Intesa alza l’offerta su Mps a 31,4 miliardi e dà l’ultimatum: nessun accordo con Bpm
Economia Italiana

Intesa alza l’offerta su Mps a 31,4 miliardi e dà l’ultimatum: nessun accordo con Bpm

05/10/2026
Scioperi della settimana dal 5 all’11 ottobre, si ferma Atm a Milano: gli orari
Economia Italiana

Scioperi della settimana dal 5 all’11 ottobre, si ferma Atm a Milano: gli orari

05/10/2026
G7, 100 milioni di barili dalle riserve: cosa cambia per benzina, diesel e bollette in Italia
Economia Italiana

G7, 100 milioni di barili dalle riserve: cosa cambia per benzina, diesel e bollette in Italia

04/10/2026
Quanti sono i Comuni in dissesto finanziario: la fotografia della Corte dei Conti
Economia Italiana

Quanti sono i Comuni in dissesto finanziario: la fotografia della Corte dei Conti

03/10/2026
Come tutelare l’azienda dai rischi legali e patrimoniali dell’outsourcing
Economia Italiana

Come tutelare l’azienda dai rischi legali e patrimoniali dell’outsourcing

03/10/2026

PUÒ INTERESSARTI ANCHE...

Chi era Emma Bonino, la guerriera democratica

3 settimane fa
E-learning, 20 anni di innovazione con UniMarconi

E-learning, 20 anni di innovazione con UniMarconi

2 anni fa
Alessandra Mussolini dal trono del Gf Vip a opinionista di Uomini e Donne

Alessandra Mussolini dal trono del Gf Vip a opinionista di Uomini e Donne

1 mese fa
Lorena era ancora viva quando l’ex l’ha gettata dal viadotto

Lorena era ancora viva quando l’ex l’ha gettata dal viadotto

4 settimane fa

Resta sempre informato.

Ultime Notizie

  • A Pianura fiamme all’isola ecologica, messa in sicurezza l’area
  • A Pietrelcina boom di fedeli nel giorno di S. Francesco
  • Colpito da un albero precipita in un burrone, grave 60enne nel Salernitano

Sfoglia le categorie

  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Dalla città e non solo…
  • Economia Italiana
  • Politica
  • Primo Piano
  • Sport
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy

© 2023 Il Quotidiano di Napoli.it

  • Dalla città e non solo…
  • Cronaca
  • Sport
  • Economia
  • Politica
  • Cultura