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Taglio accise sul gasolio da 17 centesimi: da dove arrivano i soldi

di Redazione Ilquotidianodinapoli.it
09/08/2026
in Economia Italiana
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Taglio accise sul gasolio da 17 centesimi: da dove arrivano i soldi

Prorogato il taglio delle accise sul diesel fino al 25 agosto. Si tratta di una decisione che pesa per circa 245 milioni di euro. Diversi ministeri hanno dovuto tagliare e limare programmi, con il ministero dell’Economia che sposta le risorse sul taglio più di tutti gli altri.
Il taglio delle accise pari a 0,17 euro tra taglio effettivo e IVA ha però un impatto ridotto al distributore, tra gli aumenti che ne diminuiscono l’impatto positivo sul prezzo finale e i distributori che non adeguano i prezzi in maniera regolare. Così il gasolio, per quanto ridotto di prezzo, continua a superare la soglia psicologica e di portafoglio dei 2 euro al litro, anche sulle strade ordinarie e in modalità self-service.

Taglio accise sul gasolio da 17 centesimi
Il governo ha prorogato il taglio delle accise fino al 25 agosto. Si tratta di un taglio di 0,17 euro che si è reso necessario per mitigare il rialzo del costo ai distributori.
Gli effetti del taglio sono però scarsi. Il diesel infatti arriva a segnare anche picchi di oltre 2 euro al litro sulle strade ordinarie, senza contare le cifre ben più alte delle autostrade e per il servizio di rifornimento offerto.
Secondo il Codacons, lo sconto effettivo, al netto dei rialzi dati dal conflitto tra Stati Uniti e Iran, è di appena 8 centesimi.
E questo solo per quanto riguarda il diesel, mentre per la benzina non cambia nulla. Infatti, il governo non è intervenuto sul costo della benzina. Per il Codacons si tratta di oltre 17 milioni di cittadini che non godono di alcun beneficio.
Gasolio più economico: il prezzo
Il diesel ai distributori non scenderà quindi di 0,17 euro (0,14 euro di accisa e tre centesimi di IVA). Il taglio delle accise viene assorbito dagli aumenti e il reale abbassamento del costo è di appena una decina di centesimi. Un dato che emerge anche per via dei controlli della Guardia di Finanza, che evidenziano come molti distributori non abbiano adeguato i prezzi.
Al momento il prezzo in strada ordinaria è di 2,092 euro al litro, mentre in autostrada sempre in modalità self-service si attesta intorno a 2,166 euro al litro. Si tratta di un prezzo in calo rispetto al 7 agosto, quando si aggirava intorno ai 2,097 euro al litro in strada e 2,170 euro al litro in autostrada.
C’è da prestare attenzione ai distributori che rivendono il carburante a un prezzo troppo basso per essere vero. Infatti, stanno aumentando i casi di auto e scooter che si fermano per via del motore bloccato a causa di miscele sporche.
Da dove arrivano i soldi
Fino a questo momento, dall’inizio della crisi in Medio Oriente, il governo ha speso circa 1,8 miliardi di euro per mitigare l’aumento del costo di diesel e benzina. Solo la nuova misura ha un impatto economico di circa 245 milioni di euro.
In attesa dei dati sugli incassi dovuti all’extragettito IVA, si erano ipotizzati altri modi per recuperare le risorse necessarie, come l’aumento di tasse su altri beni. Presi di mira soprattutto sigarette o alcol.
Un’ipotesi però scartata perché non gradita alle associazioni dei consumatori. Lo stesso Codacons dichiarava:
L’ipotesi di finanziare il taglio delle accise aumentando i prezzi delle sigarette sarebbe stata una follia.
Quanto ha tagliato ogni ministero
I soldi per il taglio arrivano da sacrifici chiesti a nove ministeri e programmi di spesa.
Si tratta di:

ministero dell’Economia con 60 milioni di euro;
ministero dell’Interno con 8,07 milioni di euro (3,16 milioni di euro tagliati all’ordine pubblico e 3,47 milioni di euro su immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti);
ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, taglio di 7 milioni di euro (circa 5,7 al diritto alla mobilità e allo sviluppo dei sistemi di trasporto);
ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, taglio per 7 milioni di euro (6,55 milioni dalla promozione dell’efficienza energetica, delle energie rinnovabili e dalla regolamentazione del mercato energetico);
ministero degli Esteri, taglio per 5 milioni di euro (dai programmi di cooperazione allo sviluppo per 2,3 milioni e dal sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e promozione del Made in Italy per 1,88 milioni);
ministero della Cultura, taglio di 3,5 milioni (1,27 da tutela e valorizzazione dei beni librari, promozione e sostegno del libro e dell’editoria);
ministero dell’Istruzione taglio di 3 milioni;
ministero della Salute taglio da 1 milione di euro;
ministero della Giustizia taglio da 1 milione di euro.

Rinunce anche per fondi speciali e programmi:

l’Economia taglierà 65 milioni di euro;
le Imprese e il Made in Italy tagliano 14,5 milioni di euro;
il Lavoro e le Politiche Sociali taglia 11,6 milioni di euro;
l’Università e la Ricerca taglia 9,8 milioni di euro;
l’Agricoltura taglia 5,5 milioni di euro;
il Turismo taglia 5 milioni di euro;
la Salute taglia 10 milioni di euro.

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