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Paperoni 2026, Del Vecchio è il più ricco di Piazza Affari mentre il tech vola: la classifica

di Redazione Ilquotidianodinapoli.it
15/08/2026
in Economia Italiana
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Paperoni 2026, Del Vecchio è il più ricco di Piazza Affari mentre il tech vola: la classifica

Gli eredi di Leonardo Del Vecchio restano saldamente al primo posto nella classifica dei Paperoni 2026 di Piazza Affari, ma il valore delle loro partecipazioni cala di oltre 7 miliardi di euro. A brillare sono invece i titoli tecnologici. È la classifica stilata annualmente da MF-Milano Finanza, aggiornata alle quotazioni del 7 agosto.

La classifica completa dei Paperoni 2026
Gli eredi Del Vecchio mantengono la vetta della classifica, grazie soprattutto alla partecipazione in EssilorLuxottica, oltre alle quote detenute in Mps, Generali, Unicredit e Covivio. Il valore delle partecipazioni scende però di 7 miliardi di euro, la maggiore riduzione in termini assoluti tra i nomi in graduatoria, pari al 13,73%. Nel frattempo, la famiglia Rocca consolida la seconda piazza: il valore della partecipazione in Tenaris passa da 9,9 a 15,2 miliardi di euro, con una crescita del 54%, pari a oltre 5,3 miliardi in dodici mesi.

Rank 2026
Azionista
Società
Valore quota 07/08/2026 (milioni €)

1
Eredi Del Vecchio
Generali, Avio, Banca Monte Paschi Siena, Covivio, EssilorLuxottica, Unicredit, Mediobanca
44,49

2
Famiglia Rocca
Tenaris
15,22

3
Caltagirone Francesco Gaetano (e famiglia)
Acea, Ass.ni Generali, Banca Monte Paschi Siena, Caltagirone, Caltagirone Editore, Cementir, Class Editori, Mediobanca
12,52

4
Famiglia Crippa
Technoprobe
10,39

5
Famiglia Prada – Bertelli
Prada
9,95

6
Famiglia Agnelli – Elkann – Nasi
Exor
8,05

7
Famiglia Benetton
Aer.Marconi Bologna, Ass.ni Generali, Avolta, Banca Monte Paschi Siena, Cellnex, Mediobanca
7,60

8
Famiglia Doris – Tombolato
Banca Mediolanum, Mediobanca
7,23

9
Ferrari Piero
Ferrari, Ferretti
6,72

10
Eredi Berlusconi
Banca Mediolanum, MFE, Mondadori
6,41

La vera rivoluzione arriva dal settore tecnologico. La famiglia Crippa, che controlla Technoprobe, era sedicesima un anno fa con 2,6 miliardi di euro e oggi è quarta con 10,4 miliardi. In dodici mesi il valore della loro quota è cresciuto di quasi il 300%, grazie al boom in Borsa della società di microelettronica. Technoprobe è il secondo produttore mondiale di probe card, dispositivi indispensabili per testare il corretto funzionamento dei microchip.
Francesco Gaetano Caltagirone sale dal quinto al terzo gradino del podio, con 12,5 miliardi di euro, oltre 4 miliardi in più rispetto a un anno fa. A sostenere la crescita è soprattutto il valore delle partecipazioni legate alle principali operazioni del risiko bancario italiano.
Gli altri movimenti
Allargando lo sguardo alle prime 50 posizioni emergono movimenti che raccontano quanto sia stata selettiva la borsa nell’ultimo anno. Tra le ascese più vistose c’è quella della famiglia Maramotti, azionista di Credem, che guadagna sei posizioni e sale al 22esimo posto: il valore della partecipazione passa da 1,35 a 2,15 miliardi, con un incremento del 60%. Ancora meglio fa la famiglia di Ermenegildo Zegna, che avanza dal 29esimo al 24esimo posto grazie a una ricchezza azionaria cresciuta del 75%, da 1,19 a 2,08 miliardi.
Sul fronte opposto, il passo del gambero più evidente tra i primi 50 è quello della famiglia Salini. Il valore della partecipazione in Webuild scende da 1,54 miliardi a 935 milioni, quasi il 40% in meno. La famiglia perde così 18 posizioni, passando dal 25esimo al 43esimo posto. Scendono anche i Boroli-Drago, dal 30esimo al 47esimo posto, con 814 milioni di euro (-25%). Gustavo Denegri perde invece nove posizioni e si ferma al 28esimo posto, con 1,9 miliardi legati alla partecipazione in DiaSorin, in calo del 12,5%.
Ma lo Stato resta il Paperone più ricco
Sopra tutti continua però a esserci un Paperone fuori classifica: lo Stato italiano. Se nel 2025 il valore delle partecipazioni pubbliche censite aveva raggiunto 81,5 miliardi, dodici mesi dopo il totale supera la tripla cifra e arriva a 111,1 miliardi. L’incremento in termini assoluti è di oltre 29,5 miliardi, pari al 36,2%.
Il ministero dell’Economia dispone direttamente di partecipazioni per 55,5 miliardi di euro, così suddivise:

Enel – 24 miliardi;
Poste Italiane – 10,42 miliardi;
Leonardo – 10,16 miliardi;
STMicroelectronics – 6,43 miliardi;
Monte dei Paschi di Siena – 1,75 miliardi;
Eni – 1,53 miliardi;
Enav – 1,50 miliardi.

A queste si aggiungono le partecipazioni di Cassa Depositi e Prestiti, che valgono complessivamente 54,7 miliardi di euro:

Eni – 21,8 miliardi;
Poste Italiane – 12,46 miliardi;
Snam – 6,15 miliardi di euro;
Terna – 6,05 miliardi di euro;
Fincantieri – 3 miliardi di euro;
Italgas – 2,68 miliardi di euro;
Saipem – 1,1 miliardi di euro;
Nexi – 979 milioni;
Webuild – 389 milioni;
GPI – 74 milioni;
Trevi – 64 milioni.

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