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La frenata del petrolio sostiene i mercati europei ma per l’UE il quadro resta complesso

di Redazione Ilquotidianodinapoli.it
23/05/2026
in Economia Italiana
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La frenata del petrolio sostiene i mercati europei ma per l’UE il quadro resta complesso

Anche questa settimana a guidare i listini europei sono state soprattutto le notizie in arrivo dal Medio Oriente, in un clima economico tutt’altro che incoraggiante per l’Europa. Milano è l’unica a chiudere nei cinque giorni con il segno meno (-1,76%), sulla parità Parigi (+0,05%), fanno meglio Londra e Francoforte (rispettivamente +0,3% e +0,6%). La nota positiva è rappresentata dalla settimana di ribassi per le quotazioni petrolifere (intorno al -5% il Brent, intorno al -7% in Wti). A favorire il rientro dai massimi del prezzo del greggio è stato soprattutto l’ottimismo mostrato dalla Casa Bianca circa un possibile accordo di pace con Teheran, anche se resta una profonda diversità di vedute sul tema del nucleare, con l’Iran che si oppone al trasferimento dell’uranio arricchito all’estero.

Le previsioni della Commissione europea
Nel frattempo, la Commissione Europea ha pubblicato le Previsioni Economiche di Primavera 2026, rivedendo significativamente al ribasso le stime di crescita e al rialzo quelle di inflazione rispetto all’autunno 2025, a causa dello shock energetico innescato dal conflitto in Medio Oriente. Per l’area euro, il PIL 2026 è ora atteso a +0,9% (da +1,2% delle previsioni autunnali, -0,3 punti percentuali) e a +1,2% nel 2027 (da +1,4%). Per l’UE nel suo complesso, la crescita scende a +1,1% nel 2026 (da +1,4%) e risale a +1,4% nel 2027. L’inflazione nell’area euro è rivista al 3,0% nel 2026 (un punto percentuale intero sopra le stime autunnali di 1,9%) e al 2,3% nel 2027 (da 2,0%). L’UE segna rispettivamente 3,1% e 2,4%.

Le indicazioni dei dati macro
In settimana sono arrivati gli ultimi dati sull’inflazione dell’Eurozona, confermata in accelerazione. Secondo l’Ufficio statistico europeo (EUROSTAT), i prezzi al consumo segnano un +3% su base tendenziale, in linea con la stima preliminare, rispetto al +2,6% rilevato nel mese precedente. Su base mensile, si registra un incremento dell’1%, come indicato nella prima lettura, rispetto al +1,3% del mese precedente. L’inflazione core, depurata dalle componenti più volatili quali cibi freschi, energia, alcool e tabacco, è stata confermata al 2,2% su base annua, come da stima preliminare e leggermente sotto il mese precedente (2,3%). La variazione mensile è pari a +0,9%, uguale alla stima iniziale, contro il +0,8% del mese prima.
Brutte notizie anche sul fronte dell’attività economica del settore privato dell’eurozona. I dati dell’indagine PMI di maggio 2026 segnano un ulteriore declino dopo quello di aprile. Le contrazioni sono peggiorate per produzione, nuovi ordini e occupazione, mentre la fiducia è scivolata ancora più in basso. Il motivo principale del declino dei livelli di attività è legato alla crescente pressione dei costi. I prezzi di acquisto hanno indicato l’aumento più rapido in tre anni e mezzo, e l’inflazione dei prezzi di vendita è anch’essa accelerata.

La seduta odierna
Tra i listini europei ben impostata Francoforte, che mostra un incremento dell’1,15%, composta Londra, che cresce di un modesto +0,22%, e performance modesta per Parigi, che mostra un moderato rialzo dello 0,37%. Lieve aumento per la Borsa di Milano, che mostra sul FTSE MIB un rialzo dello 0,70%; sulla stessa linea, in rialzo il FTSE Italia All-Share, che aumenta rispetto alla vigilia arrivando a 52.147 punti. Buona la prestazione del FTSE Italia Mid Cap (+1,1%); con analoga direzione, in rialzo il FTSE Italia Star (+0,95%).
Tra i best performers di Milano, in evidenza Avio (+5,84%), STMicroelectronics (+5,17%), Stellantis (+3,19%) e Unicredit (+2,02%). I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Amplifon, che ha archiviato la seduta a -2,36%. Soffre Saipem, che evidenzia una perdita del 2,13%. Preda dei venditori ENI, con un decremento del 2,08%. Sottotono Nexi che mostra una limatura dell’1,46%.

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