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Eni vola in Borsa dopo la trimestrale: titolo a +4,5% con utile raddoppiato

di Redazione Ilquotidianodinapoli.it
30/07/2026
in Economia Italiana
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Eni vola in Borsa dopo la trimestrale: titolo a +4,5% con utile raddoppiato

Eni corre a Piazza Affari dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre e del primo semestre 2026. La risposta degli investitori è stata immediatamente positiva. Il titolo guadagnava, dopo poco l’apertura,  il 4,47% a 23 euro, dopo avere raggiunto un massimo intraday di 23,14 euro.
Le azioni avevano aperto a 22,91 euro, rispetto a una chiusura precedente di 22,015 euro. Nelle prime battute erano già passati di mano quasi 1,48 milioni di titoli, per un controvalore superiore a 51 milioni di euro. Il rialzo porta la capitalizzazione di Eni vicino ai 70 miliardi di euro.
Il mercato premia una trimestrale che combina risultati superiori alle attese, crescita della produzione, maggiore capacità di generare cassa e un nuovo aumento della remunerazione destinata agli azionisti. Il programma di acquisto di azioni proprie è stato, infatti, portato a 3,4 miliardi di euro, mentre nel mese di ottobre il gruppo valuterà se procedere anche con un dividendo straordinario.

I numeri della trimestrale Eni
Nel periodo compreso tra aprile e giugno 2026, Eni ha registrato un utile netto adjusted di 2,33 miliardi di euro, più che raddoppiato rispetto agli 1,13 miliardi dello stesso trimestre del 2025. Il risultato supera il consensus degli analisti raccolto dalla società, fermo a circa 2,09 miliardi, e rappresenta il livello trimestrale più alto degli ultimi tre anni.
L’utile operativo proforma adjusted del gruppo ha raggiunto 5,38 miliardi di euro, contro 2,68 miliardi un anno prima. L’incremento è quindi del 100% su base annua e del 52% rispetto al primo trimestre del 2026.

Ancora più marcata la crescita dell’utile netto contabile, salito da 543 milioni a 3,32 miliardi di euro, con un aumento del 511%. Il dato comprende, però, anche componenti straordinarie e contabili che non riflettono soltanto l’andamento ordinario dell’attività. Per valutare la performance industriale, il mercato guarda soprattutto ai risultati adjusted, depurati dagli elementi non ricorrenti.
Nel secondo trimestre Eni ha registrato:

un utile netto adjusted di 2,33 miliardi di euro, in crescita del 106%;
un utile operativo proforma adjusted di 5,38 miliardi, raddoppiato rispetto al 2025;
un flusso di cassa operativo adjusted prima del capitale circolante di 4,47 miliardi, in aumento del 61%;
investimenti organici per 1,84 miliardi, diminuiti del 9%;
una produzione di idrocarburi pari a 1,789 milioni di barili equivalenti al giorno, superiore del 7% su base dichiarata e dell’11% su base omogenea.

Perché il titolo Eni sale in Borsa
Il rialzo a Piazza Affari non dipende da un solo elemento. Gli investitori sembrano premiare almeno quattro indicazioni arrivate dai conti.
La prima è il superamento delle aspettative. L’utile adjusted è risultato superiore al consensus e il risultato operativo dell’Exploration & Production ha raggiunto 4,77 miliardi di euro, contro una stima degli analisti di circa 3,01 miliardi.
La seconda è la crescita della produzione. Eni non ha beneficiato soltanto del rialzo delle quotazioni di petrolio e gas, ma ha aumentato anche i volumi estratti, grazie all’entrata a regime di nuovi progetti e al contributo di attività in Norvegia, Congo, Messico, Angola, Indonesia e Malesia.
La terza riguarda la generazione di cassa. Il flusso operativo del trimestre ha ampiamente coperto gli investimenti organici, lasciando al gruppo maggiori risorse da destinare alla riduzione del debito, allo sviluppo dei progetti e alla remunerazione degli azionisti.
Il quarto elemento è proprio la politica di distribuzione. Il buyback è stato aumentato per la seconda volta nel corso dell’anno, passando dalla previsione iniziale di 1,5 miliardi ai 2,8 miliardi indicati ad aprile, fino agli attuali 3,4 miliardi di euro.
Quando può arrivare il dividendo straordinario
La decisione sull’eventuale dividendo straordinario è attesa nel mese di ottobre e dipenderà soprattutto dall’andamento dei margini di raffinazione.
Nel nuovo scenario Eni considera un margine di raffinazione SERM di 14 dollari al barile, contro i 6 dollari incorporati nel budget iniziale. Per attivare la distribuzione straordinaria, il margine dovrà mantenersi almeno a 9 dollari al barile, cioè oltre il 50% sopra il valore utilizzato nel budget.
La politica annunciata dal gruppo prevede che, in uno scenario particolarmente favorevole, ovvero Brent sopra i 90 dollari al barile oppure prezzi del gas o margini di raffinazione superiori di almeno il 50% alle ipotesi di partenza, il 100% della cassa incrementale possa essere distribuito sotto forma di dividendo straordinario.
Non si tratta, quindi, ancora di una cedola deliberata. L’eventuale importo dipenderà dalla durata dello scenario favorevole e dalla cassa effettivamente prodotta nei prossimi mesi.
Cosa aspettarsi ora dal titolo Eni
Il rialzo iniziale mostra che il mercato considera positivamente il complesso dei risultati. Non vengono premiati soltanto l’utile raddoppiato e l’aumento del prezzo del petrolio, ma anche le indicazioni sulla cassa e la scelta di trasferire una quota maggiore dei risultati agli azionisti.
Con il movimento della mattinata, Eni registra una performance del 13,78% nell’ultimo mese, del 34,69% negli ultimi sei mesi e di quasi il 56% nell’arco di un anno. Il titolo resta, comunque, sotto il massimo annuale di 25,015 euro raggiunto il 7 aprile.
Dopo una crescita così consistente, sarà importante verificare se il rialzo delle prime battute verrà confermato nel corso della seduta o se emergeranno prese di profitto.
Un’altra indicazione arriverà dalla conference call con analisti e investitori, in programma alle ore 14. Il management potrà chiarire le ipotesi utilizzate nella guidance, le condizioni necessarie per il dividendo straordinario, lo stato delle operazioni di portafoglio e le prospettive per la seconda parte dell’anno.

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