Tempi duri per Massimiliano
Allegri. Da quando è l’allenatore del Napoli il tecnico
livornese ha dovuto fare i conti con una serie di problemi che
ne hanno reso difficile il cammino. E il futuro, almeno quello
prossimo, si presenta ancor più nebuloso. Se la vittoria con il
Genoa nella prima partita di campionato giocata a Marassi aveva
illuso l’allenatore, la squadra e l’intero ambiente che la
strada intrapresa fosse quella giusta, nonostante le tante
oggettive difficoltà legate agli infortuni e al mancato
rafforzamento della rosa, la sconfitta con il Como ha fatto
precipitare nello sconforto i tifosi e ha diffuso tutto intorno
al Napoli un velo di pessimismo difficile da diradare.
Come se non bastassero i contraccolpi della sconfitta subita
dalla squadra di Fabregas, è arrivata subito dopo la notizia del
problema di salute, un’aritmia cardiaca benigna, che costringerà
McTominay, uno dei punti di forza della squadra, protagonista
assoluto delle ultime due stagioni, a un intervento chirurgico e
a una sosta di circa 40 giorni. Non si sa ancora dove McTominay
si farà operare, se in una struttura di Mercogliano, vicino ad
Avellino, o nella clinica Pineta Grande di Castel Volturno, o
piuttosto a Milano o forse in Scozia, per rimanere più vicino
alla famiglia in un momento delicato.
Allegri sta valutando attentamente come sostituirlo e la
scelta è in pratica forzata, vista la carenza di giocatori a
centrocampo, reparto che è stato ulteriormente sguarnito dalle
cessioni e non è stato integrato con nuovi arrivi. Sarà De
Bruyne, forse alternandosi a Vergara, a raccogliere idealmente
il testimone da McTominay per cercare di non far pesare la sua
assenza, che durerà presumibilmente fino al week end dell’11
ottobre, quando il Napoli affronterà in casa il Frosinone.
Ma i problemi per Allegri non finiscono qui. Agli infortuni,
all’assenza pressoché totale della società nel mercato in
entrata, si aggiunge anche il calendario che non dà tregua. Anzi
i prossimi sette giorni costituiranno per il Napoli e per il suo
allenatore un vero e proprio banco di prova dal quale gli
azzurri rischiano di uscire con l’apertura di una pericolosa
crisi. Sabato alle ore 18.00 a San Siro ci sarà da confrontarsi
con i campioni d’Italia dell’Inter, il peggior cliente, assieme
alla Roma di Gasperini, che in questo momento possa capitare
sulla strada di tutte le altre formazioni del campionato di
serie A. E come se non bastasse, mercoledì prossimo, alle ore
21.00 al Maradona, sarà di scena l’Arsenal nella sfida valida
per il primo turno del girone di Champions League. Anche in
questo caso, è di tutta evidenza, si tratta di un avversario di
un livello che al momento sembra quasi inavvicinabile per gli
azzurri.
Che cosa accadrebbe in caso di un filotto negativo? Certo la
posizione di Allegri è solida ed è anche destinata a rimanere
tale molto a lungo, indipendentemente dai risultati in
campionato e in Champions. D’altronde De Laurentiis si è
affidato al tecnico livornese facendogli sottoscrivere un
contratto lungo proprio per dargli il tempo di lavorare con
calma e senza troppe ansie. Ma Napoli è una piazza difficile e
vedere la squadra affannare in maniera persistente potrebbe
creare malumori diffusi nella tifoseria, e gettare nello
sconforto l’intero ambiente e la stessa squadra.
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