Condanne e assoluzioni al processo
celebrato in abbreviato, a Napoli, sull’aggressione, il
sequestro e le minacce di morte rivolte a due persone che
avevano fatto sparire nel nulla una costosa Audi Rs3 da 80mila
euro, noleggiata appositamente da una società per mettere a
segno una truffa. A salvare le due vittime del rapimento furono
i carabinieri che, dopo la segnalazione della compagna di una
delle due, fecero irruzione in un’abitazione nel quartiere San
Giovanni a Teduccio di Napoli, bloccando e arrestando i
sequestratori. Una delle due venne successivamente contattata da
una persona – per gli investigatori appositamente incaricata
dagli imputati – per indurla a rimettere la denuncia presentata
nei loro confronti.
La giudice per l’udienza preliminare Gabriella Ambrosino ha
condannato Salvatore Giannetti a 10 anni 8 mesi e 20 giorni;
Antonio Martori a 10 anni 6 mesi e 20 giorni; Salvatore De
Filippo (difeso dall’avvocato Leopoldo Perone) a 10 anni e 20
giorni; Giuseppe Ciccarelli a 9 anni 11 mesi e 2 giorni; Mario
Amaro a 9 anni e 11 mesi 3 giorni e Arturo a 6 anni 6 mesi e 4
giorni. Il pubblico ministero, nel corso dalla sua requisitoria,
aveva chiesto 20 anni di carcere per De Filippo, Ciccarelli,
Giannetti, Amaro e Martori, ritenuti vicini al clan Mazzarella e
14 anni di carcere per Lama.
Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Antonio Bucci, che si è
anche avvalso di una consulenza di parte, è stato assolto dal
reato di lesioni gravi mentre è stato condannato per il
sequestro di persona a scopo di estorsione. La giudice ha
ritenuto insussistente l’aggravante dell’agevolazione del clan
Mazzarella e, invece, riconosciuto sussistente l’aggravante del
metodo mafioso.
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