– SALERNO, 07 APR – Pio Antonio De Felice sarà il candidato
sindaco di Potere al Popolo alle prossime elezioni
Amministrative di Salerno. Già funzionario del Ministero della
Giustizia, 74 anni, vanta una vita nelle lotte sindacali a
Salerno, e non solo, prima nelle RdB e successivamente
nell’Unione Sindacale di Base.
“Abbiamo costruito una lista chiamata a rompere gli schemi
della politica salernitana, riportando al centro della campagna
elettorale quelle che sono le problematiche da affrontare per
rendere Salerno una città in cui il diritto non sia elargito
come se fosse un favore, laddove l’emergenza abitativa e la
speculazione edilizia non siano elementi da accettare con
rassegnazione”, spiegano in una nota i rappresentanti di Potere
al Popolo.
“Queste elezioni Comunali sono un momento in cui dobbiamo
scegliere in che direzione andare. Salerno ha perso 30.000
abitanti in dieci anni e sembra che a nessuno interessi”,
aggiunge Pio Antonio De Felice. “A nessuno interessa la fuga dei
giovani, a nessuno interessa l’insostenibilità degli affitti, a
nessuno interessa la speculazione edilizia che manda in frantumi
un territorio. Noi siamo in campo per portare sul tavolo
un’inversione di rotta: dall’interesse dei gruppi potere a
quello delle masse popolari che vogliono vivere dignitosamente e
farlo a Salerno. I giovani – prosegue il candidato sindaco –
devono essere messi in condizione di programmare il loro futuro.
Se desiderano andare via devono farlo per scelta e non perché
cacciati da Salerno da un’intera classe politica che si propone
come soluzione ai problemi da lei stessa creati. Le periferie,
dai quartieri collinari alla zona orientale, devono cessare di
essere tali. Presenteremo un programma di rottura, fatto di
proposte concrete per fare a pezzi ipocrisie e calcoli di bassa
lega, aperti al contributo di tutte e tutti”.
Sale a sette, dunque, il numero dei candidati in corsa per la
poltrona di sindaco. Oltre a Pio Antonio De Felice, sono già in
campo Vincenzo De Luca, Armando Zambrano, Gherardo Maria
Marenghi, Franco Massimo Lanocita, Alessandro Turchi e Domenico
Ventura.
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