Non si esclude alcuna pista, ma
sembra prevalere la pista della vendetta personale nelle
indagini sull’omicidio di Alessandro Grivano, ucciso la scorsa
notte a Napoli con un colpo di pistola al torace. L’uomo, che
avrebbe compiuto 33 anni ad agosto, aveva precedenti dopo essere
stato coinvolto in un vasto giro di truffe agli anziani che,
secondo le indagini dell’epoca, sarebbe stato controllato dal
clan camorristico Contini. Grivano però non risultò affiliato
alla cosca. Gli investigatori della Mobile stanno scandagliando
la sua vita privata, ipotizzando che a ucciderlo possa essere
stato un rivale in una relazione contrastata.
Grivano, intorno all’una, era a bordo del suo scooter in
piazza Sant’Anna a Capuana, non lontano dalla sua abitazione,
quando è stato raggiunto da un colpo al torace esploso, sembra,
da distanza ravvicinata. Soccorso da un automobilista di
passaggio, è morto durante la corsa verso l’ospedale.
La polizia ha acquisito i filmati delle telecamere di
sorveglianza, che vengono esaminati alla ricerca di tracce
sull’identità del killer. Sentiti anche familiari e amici della
vittima, per ricostruire nel dettaglio le sue frequentazioni
recenti.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








