Il gup di Napoli Rosaria Maria
Aufieri ha rinviato a giudizio i 12 sanitari indagati dalla
Procura (sostituto procuratore Manuela Persico) per la morte di
un neonato di appena 6 giorni, Christian, deceduto nel reparto
di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Monaldi di Napoli
il 10 dicembre del 2024.
A tutti viene contestato di avere, nella veste di medici e
personale sanitario in servizio nel reparto di Neonatologia e
Terapia Intensiva Neonatale, cagionato la morte del neonato. Il
Monaldi è l’ospedale già finito sotto i riflettori per la morte
del piccolo Domenico, vicenda che vede sotto accusa alcuni
componenti della équipe che si occupò del suo trapianto di
cuore, poi fallito. La vicenda di Christian invece vede
coinvolta la Neonatologia.
Secondo l’accusa, “con condotte caratterizzate da imperizia,
imprudenza e negligenza, nonché in violazione delle linee guida
e delle cosiddette ‘best practices'”, i sanitari avrebbero
omesso di tenere sotto un adeguato monitoraggio la posizione di
un catetere venoso centrale applicato per alimentare il neonato,
nato sotto peso.
Il catetere, secondo quanto emerso dagli accertamenti tecnici
disposti dagli inquirenti, avrebbe provocato “una lesione
cardiaca con conseguente fuoriuscita di liquido parenterale”
determinando una grave insufficienza cardio-respiratoria che,
alla fine, ha portato al decesso del piccolo.
Il padre e la madre del piccolo, Marco Cozzolino, e Denise
Amato, sono difesi, rispettivamente, dagli avvocati Mariarca
Cozzolino e Carla Maruzzelli. La famiglia è assistita, sotto il
profilo civilistico dagli avvocati Fabrizio De Luca e Daniela
Bergameo.
Soddisfazione per la decisione del giudice dell’udienza
preliminare, è stata espressa da tutti gli avvocati della
famiglia: “il rinvio a giudizio rappresenta un primo,
significativo passo verso l’accertamento della verità e delle
responsabilità in ordine alla tragica vicenda”. L’inizio del
processo è stato fissato per il 13 luglio prossimo.
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