(di Francesca De Lucia)
Colte e mecenati, Viceregine, ma
anche medici, speziali, teatranti, finissime artigiane e tante
pittrici. Non solo Artemisia Gentileschi, quindi, con importanti
dipinti mai esposti in Italia (da musei di Boston, Sarasota e
Oslo): la mostra “Donne nella Napoli spagnola. Un altro
Seicento” alle Gallerie d’Italia racconta sopratutto l’altra
metà dell’arte, lentamente ma finalmente fuori dal cono d’ombra
della storia.
Sullo sfondo della vivacità culturale e produttiva di quella
che fu la prima città italiana, il viaggio parte dalle pale
d’altare delle ‘forestiere’ Lavinia Fontana e Fede Galizia,
passa per Giovanna Garzoni sino alla napoletana Diana Di Rosa,
detta Annella di Massimo forse vittima di femminicidio per aver
amato il suo maestro Stanzione: tutte le artiste firmavano e
datavano, anche in maniera originale, i loro quadri perchè non
potevano siglare contratti come gli uomini. E ora i loro nomi
sono tutti lì, a prova di attribuzione.
Da domani al 22 marzo 2026, cura di Antonio Ernesto
Denunzio, Raffaella Morselli, Giuseppe Porzio ed Eve
Straussman-Pflanzer, si possono ammirare sessantanove opere tra
dipinti, disegni, manoscritti, sculture e manifatture
provenienti da importanti musei italiani e internazionali. Al
centro della narrazione anche un evento ‘mediatico’, come si
direbbe oggi: il soggiorno napoletano dell’Infanta Maria
d’Austria, sorella di Filippo IV e regina d’Ungheria, tra
l’agosto e il dicembre 1630, quando la città impazzì tra eventi
e cortei di dame, attraendo ancor di più gli artisti.
Dell’Infanta si può ammirare il ritratto eseguito da Diego
Velázquez (dal Museo del Prado) accanto a quello sconvolgente di
Maddalena Ventura, la celebre ‘donna barbuta’ degli Abruzzi, di
Jusepe de Ribera per il viceré duca di Alcalá (prestito
eccezionale della Fundación Casa Ducal de Medinaceli).
Una sezione speciale è riservata a due celebri dive
napoletane: Andreana Basile, sorella di Giovanbattista, la più
grande cantante del suo tempo, contesa dalle corti italiane, e
Giulia Di Caro, esempio di emancipazione, da meretrice a
impresaria teatrale Si potrà scoprire la produzione di Teresa
Del Po e della ceroplasta Caterina De Julianis. L’esposizione,
realizzata con il patrocinio istituzionale dell’Ambasciata di
Spagna in Italia, è stata salutata dall’ambasciatore Miguel
Angel Fernandez-Palacios Martinez.
Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni
Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale delle Gallerie
d’Italia, afferma: “Le Gallerie d’Italia concludono la
programmazione dell’anno con una preziosa esposizione, un
progetto di riscoperta di artiste e opere straordinarie, frutto
di nuovi studi, supportato dai migliori curatori, accompagnato
da ricerche negli archivi e da restauri, arricchito da prestiti
eccezionali grazie al dialogo con importanti istituzioni del
Paese e del mondo. Un altro Seicento è un’iniziativa di
prestigio internazionale che prende avvio da un approfondimento
su un capitolo significativo della storia artistica di Napoli,
sottolineando ancora una volta il ruolo di riferimento delle
Gallerie d’Italia nella promozione del patrimonio culturale
italiano”. Il catalogo è realizzato da Allemandi.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA










