“Que Viva Napoli, per una città di
aggregazione e cultura”, “Contro le ordinanze miope e dannose
per una metropoli viva”. Queste le scritti sugli striscioni
esposti oggi pomeriggio a piazza San Domenico Maggiore dalle
associazioni che hanno protestato contro la recente ordinanza
emessa del sindaco Manfredi che vieta in alcune aree il servizio
di asporto dalle 22:00, impone la chiusura alle 00:30 dalla
domenica al giovedì e alle 01:30 il venerdì e il sabato, da
piazza San Domenico Maggiore a via Giovanni Paladino, da largo
Banchi Nuovi a via Mezzocannone.
“Oggi – ha spiegato Roberta Valmassoni, avvocato portavoce di
“Vivere in mezzo agli altri” – promuoviamo una nuova
associazione che si pone l’obiettivo di creare coesione
all’interno di un intero comparto che si trova sotto assedio per
le scelte del Tribunale e ovviamente del Comune di Napoli che le
esegue. Ci sono già una cinquantina di iscritti e abbiamo
notizie di altrettanti che vogliono associarsi. Ieri c’è stata
la prima riunione, speriamo che questa associazione possa
inglobare gli esercenti di tutta la città. Vogliamo un
regolamento cittadino a maglie più ampie, che possa coprire e
regolamentare ogni ambiente della città”. L’associazione parla
di un’ordinanza “miope e dannosa, che rischia di trasformare
Napoli in un deserto”.
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