“Non ho ancora ricevuto alcuna
formale notifica dell’avviso di conclusione delle indagini
preliminari ed è assolutamente evidente come vi sia una lente
d’ingrandimento smisurata su di me mentre volutamente si
ignorano i procedimenti che vedono me parte offesa e l’ex
ministro Gennaro Sangiuliano plurindagato”. Così l’imprenditrice
Maria Rosaria Boccia, commenta, con i suoi legali, gli avvocati
Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi, la chiusura delle
indagini da parte della Procura di Napoli che la vedono indagata
per il reato di falso.
“L’ex ministro – aggiunge la dottoressa Boccia – è indagato
in due procedimenti per diffamazione aggravata e in uno per
stalking e il risultato di tale disparità di informazione è una
narrazione, da parte dei media, quantomeno incompleta e
faziosa”. “Se l’atto di chiusura indagini dovesse essere
notificato, – sottolineano gli avvocati Di Deco e Petruzzi –
esso costituirebbe esclusivamente l’esito della fase
investigativa e rappresenterebbe, come previsto dagli articoli
415-bis e seguenti del codice di procedura penale, il momento
nel quale la difesa potrà esercitare pienamente le proprie
prerogative difensive”.
“Riteniamo doveroso ricordare – aggiungono i legali – che
l’avviso di conclusione delle indagini non equivale in alcun
modo a un’affermazione di responsabilità, né anticipa le
determinazioni future dell’autorità giudiziaria, ed ogni
valutazione nel merito non è assolutamente possibile senza aver
visionato gli atti. Esprimiamo inoltre preoccupazione per la
reiterata diffusione di informazioni relative a procedimenti
giudiziari prima che gli atti vengano formalmente portati a
conoscenza della persona interessata e dei suoi difensori. Ci
riserviamo ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti a
tutela dell’immagine, dell’onore e dei diritti della nostra
assistita”.
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