“A 28 anni dai tragici eventi del 5
maggio 1998, che colpirono duramente i territori di Sarno,
Quindici, Siano e San Felice a Cancello, causando la perdita di
161 vite umane e segnando profondamente la memoria collettiva
della Campania, è doveroso rinnovare il ricordo delle vittime e
ribadire con forza l’urgenza di una concreta politica di
prevenzione del rischio idrogeologico. Il 5 maggio non è
soltanto una ricorrenza ma rappresenta un monito permanente per
le istituzioni e per l’intera comunità. Quelle tragedie hanno
messo in evidenza, in maniera drammatica, la fragilità del
nostro territorio e la necessità di una pianificazione
consapevole e responsabile”. Lo ha affermato Lorenzo Benedetto,
presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania.
“Non possiamo limitarci alla memoria – ha proseguito
Benedetto – ma dobbiamo tradurla in azioni concrete:
investimenti strutturali, manutenzione costante del territorio,
pianificazione urbanistica attenta e, soprattutto, integrazione
sistematica delle competenze geologiche nei processi
decisionali. La gestione del rischio idrogeologico deve essere
affrontata con un approccio multidisciplinare e continuativo,
superando la logica emergenziale che troppo spesso caratterizza
gli interventi. È fondamentale rafforzare la cultura della
prevenzione, partendo dalla conoscenza del territorio. Ciò
significa promuovere studi geologici aggiornati, monitoraggi
costanti, utilizzo di tecnologie innovative e una maggiore
sinergia tra enti, professionisti e comunità locali. Ma il
monitoraggio, da solo, non è sufficiente se non è accompagnato
da un presidio territoriale continuo e strutturato. La sicurezza
del territorio – conclude – non può essere considerata un costo,
ma un investimento imprescindibile per il futuro delle nostre
comunità”.
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