“Hanno provato a
screditarmi davanti alla mia città. Giurai su questa fascia
tricolore che sarei stato il sindaco di tutti. Ma non dei
camorristi. Hanno provato a delegittimarmi, a mettermi in
difficoltà, ma non è questo il giorno”. Lo ha affermato davanti
a 600 persone il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi
Vicinanza, che ha convocato un’assemblea pubblica nel
Supercinema, affollato fino all’esterno delle sale.
Sul palco, alle sue spalle l’intera giunta che lo sostiene.
“Ho esigenza di ribadire da che parte sto, non da oggi, ma da
sempre. Personalmente e professionalmente – ha affermato – so
che Castellammare deve liberarsi di una cappa di criminalità ma
anche di un gruppo di potere trasversale che opprime la città
che opera in modo trasversale dalla destra alla sinistra”. In
sala presenti delegazioni di sindacati, commercianti, boy scout,
rappresentanti di associazioni civiche. “Siamo animati da
spirito collaborativo con chi si vuole liberare di ciò che
paralizza in modo pluridecennale questa città e diamo piena
disponibilità alle procure. Che venga la Commissione d’accesso.
Io non scappo. Io resto al mio posto”. Mentre dal pubblico hanno
urlato: “Non mollare”.
“Io resto, finché la città mi chiede di restare”, ha concluso
citando poi Kant: “Il cielo stellato sopra di me la legge morale
dentro di me”.
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