(di Mario Zaccaria)
Guardarsi alle spalle e, perché no,
dare un’occhiata anche a chi sta davanti. Il Napoli si presenta
a Parma con lo spirito battagliero di chi intende soprattutto
confermare la seconda posizione in classifica, conquistata
lunedì scorso grazie alla vittoria con il Milan. Ma è chiaro che
Conte e la squadra, nonostante i sette punti di svantaggio dalla
capolista Inter, non si sentono ancora del tutto tagliati fuori
dalla lotta per la conquista del titolo.
Al Tardini, dunque, è necessario vincere (se avvenisse,
sarebbe il sesto successo consecutivo per gli azzurri) per poi
accomodarsi tutti in poltrona e assistere con animo sereno, ma
con grande interesse e partecipazione emotiva, alla sfida che in
serata vedrà la squadra di Chivu opposta sulla riva del lago al
lanciatissimo Como di Fabregas.
A Parma il Napoli si presenta con il morale piuttosto alto e
con la possibilità per l’allenatore di schierare una squadra più
equilibrata rispetto a ciò che è avvenuto per lungo tempo nel
corso di questa stagione quando, a causa dei tanti infortuni,
Conte é stato più volte costretto ad adottare soluzioni di
emergenza.
Contro i gialloblù, invece, c’è qualche maggiore possibilità
di scelta, anche se per il momento sono ancora indisponibili
cinque calciatori importanti, tutti potenziali titolari, come Di
Lorenzo, Rrahmani, Neres, Vergara e Lukaku.
I dubbi che Conte sarà chiamato a risolvere riguardano
sostanzialmente due soli ruoli: l’esterno destro della difesa a
tre e l’esterno alto del centrocampo a quattro. I favoriti per
occupare i due ruoli sono Juan Jesus e Politano, ma qualche
possibilità si deve accreditare anche a Beukema e a Gutierrez.
In attacco la squadra ritrova Hojlund che contro il Milan un
attacco influenzale aveva costretto alla resa. Alle spalle del
danese si schiererà la coppia delle meraviglie, De
Bruyne-McTominay, due giocatori in grado di sostenere al meglio
gli schemi offensivi con la loro fantasia e con la loro visione
di gioco.
In panchina, almeno inizialmente, andrà Alisson Santos, lo
spacca partite, l’uomo che quando subentra con gli avversari
stanchi e con i suoi strappi vertiginosi è in grado anche da
solo di cambiare l’inerzia di una gara. Conte lo usa come
un’arma micidiale e se a Parma ci sarà bisogno di lui il
brasiliano, che attraversa un momento di splendida forma, è
pronto per dare il suo contributo.
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