“Sempre più persone, tra noi
israeliani, sono tentate da ideologie estremiste e razziste.
Sempre più persone prestano orecchio al fanatismo e
all’estremismo”. Lo ha detto David Grossman prima di ritirare il
premio Pellegrino per la pace nella Basilica di San Giovanni
Maggiore, riconoscimento promosso dall’Arcidiocesi di Napoli e
dall’Arciconfraternita dei Pellegrini per celebrare chi si
impegna nella costruzione della pace.
Grossman ha sottolineato quanto sia difficile confrontarsi con
il dolore di cui si è direttamente responsabili e che “per
proteggersi da questo dolore si alzano muri”. “Tra le strade di
Israele e della Palestina – ha aggiunto – ci sono tante persone
sopraffatte dalla paura e dalla tristezza”. Per lo scrittore, la
possibilità di pace tra i due popoli era stata vicina. “Poi è
arrivato il 7 ottobre – ha aggiunto – e queste possibilità sono
state stravolte e il mondo è andato sottosopra. Ci vorranno
generazioni per riparare i danni e le ferite di quel giorno e di
ciò che è successo dopo a Gaza e ai gazawi”.
Lo scrittore ha, poi, ricordato i momenti difficili della sua
vita, ribadendo che “ci sono guerre in così tante parti del
mondo e, se sono disperato o perso, se mi arrendo alla paura e
ai limiti dell’animo, ho perso. Non voglio collaborare con la
disperazione, la frustrazione, la paura e la tristezza”.
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